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Ambiente, Salute

A.A.A. Nuovo Monte Cercasi… Vecchie Antenne cercano casa!

Antenne televisive in fuga da Monte Cavo cercano un nuovo monte sul quale abitare. 10.000 Kw. Di potenza in segnale Mediaset pronto ad invadere colli e valli di chi da il permesso di installarle. Un caso strano è che proprio a Montecompatri una nota società del gruppo Mediaset che gestisce 1700 torri in tutto il territorio nazionale, fa richiesta all’amministrazione di ampliare un preesistente traliccio e di utilizzare un terreno comunale per installare un traliccio alto 80 metri. Non è che per caso quelle antenne metteranno residenza a Montecompatri, per la gioia dei residenti dello stesso Comune e di quelli dei comuni di Monteporzio e di Rocca Priora? Questo suscita il dissenso dei consiglieri di minoranza e parte una mozione alla quale a questo punto, anche noi, aspettiamo risposta con ansia. Oggi il Sindaco de Carolis considera la torre surdimensionata, ma pur incidendo su territorio comunale aspetta parere negativo dalla Regione come ente preposto a farlo. Non sarebbe meglio prendere chiara posizione e indire un consiglio comunale aperto?

 

di Claudio Auriemma

 

Tutto parte nell’ottobre del 2015, quando il Consiglio di Stato, rispondendo all’appello presentato dalla Società EI Towers alla sentenza n° 11402/14, conferma che le antenne per la trasmissione del segnale televisivo installate sulla sommità di Monte Cavo, devono essere trasferite in altra sede. Concede quindi ulteriori sei mesi di tempo alla EI Towers, Società che gestisce le antenne in alta frequenza per la trasmissione del segnale televisivo di Mediaset, ma non solo e gli impone di trovare nuova localizzazione per i propri impianti. La EI Towers è proprietaria di 1700 Torri sul territorio nazionale, propone servizi di trasmissione del segnale non solo al Gruppo Mediaset, ma anche per altri operatori televisivi e telefonici.

Vista l’obbligatorietà di trovare altra sede per le antenne da Lei gestite, la EI Towers, in data 29 marzo 2016, presenta al Comune di Montecompatri un istanza per posta certificata, nella quale si richiede un importante ristrutturazione della Torre a traliccio già presente in quel territorio ed in particolare in località Montagnola a quota 733 Mt.

antenna 1

Un rendering realizzato per dimostrare l’impatto ambientale chea vrebbe sul paesaggio un traliccio di 80 metri di altezza

Quando parliamo di importante ristrutturazione, intendiamo la sostituzione del traliccio oggi presente in quell’area con uno nuovo. Sostituendo la torre di 28Mt. oggi presente in Località Montagnola con una di ben 80Mt. di altezza. La nuova torre appoggerà su un plinto di cemento armato di 100 Mq. Ed occuperà una superficie totale, compresi i servizi, di 1500 Mq.

Questa istanza mette in allarme i consiglieri comunali di minoranza al Comune di Montecompatri Francesco Ferri e Serena Gara che anche grazie all’appoggio di altri firmatari, in data 19 maggio 2016 presentano una mozione consiliare in opposizione a quella proposta di ampliamento della torre, preoccupati ovviamente per molti motivi, che vanno dalla salute pubblica all’impatto ambientale, alla ovvia condizione di degrado che causerebbe al Parco Regionale del Castelli Romani.

Nella Mozione leggiamo che i Consiglieri hanno valutato che ben 17 immobili incidono nello stesso territorio occupato in futuro dalla nuova torre e ad un distanza anche inferiore ai 350 Mt.

Che essendo un manufatto di importante rilevanza anche paesaggistica, visto che modificherebbe notevolmente la sommità di un monte ben visibile da tutta l’area circostante e dai paesi limitrofi, varierebbe considerevolmente il paesaggio di un area vincolata come quella del Parco Regionale dei Castelli Romani istituito fin dal 13 gennaio 1984.

Inoltre gli immobili della zona perderebbero considerevolmente di valore. Si stima possano scendere commercialmente anche del 50%

Ma sopratutto, i firmatari della mozione tendono a far osservare che siamo davanti ad un colosso di emissioni che genererebbe molto inquinamento elettromagnetico. Purtroppo, molti studi epidemiologici, indicano come l’esposizione prolungata a fonti elettromagnetiche sia connessa con l’insorgenza di tumori, leucemie e malattie neurodegenerative oltre che a disturbi del comportamento.

antenna progetto

Il progetto della torre proposta dalla EI Towers

Inoltre la mozione porta l’attenzione sul fatto che la torre emittente in questione graverebbe su un terreno comunale. Ed è questo che stride, dovrebbero essere proprio le istituzioni, in base ai dettami della Costituzione, a difendere per primi la salute dei cittadini. Va bene favorire l’iniziativa privata, ma solo finché l’affare privato non va ad intaccare l’interesse comune.

Cerchiamo però di capire, prima di parlare con un Consigliere tra i promotori della mozione, quali sono gli studi che dichiarano che l’esposizione a campi elettromagnetici possa essere pericolosa per la popolazione.

In un intervista rilasciata a Repubblica nel 2000, Livio Giuliani, responsabile dell’Unità radiazioni dell’Ispesl, l’Istituto superiore per la prevenzione e per la sicurezza del lavoro, oggi confluito nell’INAIL, dice in un virgolettato: “Studi compiuti in Australia e in Inghilterra hanno provato che per le persone che vivono entro 2 chilometri dalle torri di emissione elettromagnetica aumenta il rischio di tumori del sangue e del sistema linfatico». La situazione delle torri australiane o inglesi è assimilabile a quella dei siti romani? (chiede il redattore di Repubblica n.d.r.) «Le torri hanno una potenza da 10.000 kilowatt. Le antenne Rai e Mediaset a Monte Mario sono di quell’ordine di grandezza, anche gli impianti a Monte Cavo e a Santa Palomba».

É facile quindi pensare che sulla torre di Montecompatri sarà ospitata una potenza pari a quella di Monte Cavo, se lo scopo è quello di sostituire quei tralicci. Ed inoltre visto che l’articolo è vecchiotto è anche facile immaginare che con l’aumento del numero dei canali rispetto al 2000 e con l’aumento demografico, la potenza necessaria non sia diminuita.

Per non basarci solo su una fonte abbiamo cercato ancora e sugli atti relativi ad un Incontro di studi suI criteri di valutazione dell’esposizione umana ai campi elettromagnetici e le tecniche di rilevazione”, a cura di Giovanni Bellenda (ingegnere specializzato sull’argomento ed autore di varie pubblicazioni e libri) troviamo questi dati: “i campi e le onde elettromagnetiche interagiscono con la materia in cui si propagano, per cui si può sicuramente parlare di interazione anche con la materia biologica. Mentre non vi sono evidenze certe sugli effetti , né tanto meno su possibili danni di tale interazione di campi elettromagnetici di bassa intensità con i tessuti biologici, è altresì certo che campi elettromagnetici intensi provocano effetti acuti e danni biologici sul corpo umano”.

Dobbiamo inoltre far notare che nello stesso studio dell’Ing. Bellenda, si legge che “Una stazione trasmittente, quale ad esempio un impianto per trasmissioni televisive o una stazione radio-base per telefonia cellulare, fornisce una certa area di copertura del segnale trasmesso: all’interno di tale area i dispositivi ricevitori (radio, televisori e telefoni cellulari) sono in grado di captare il segnale e di interpretarlo. Quanto più potente è il sistema trasmittente, tanto più lontano il segnale da esso trasmesso sarà captabile e tanto maggiore sarà quindi l’area di copertura. In prossimità dei sistemi trasmittenti, sarà però proporzionalmente più elevato il livello di campo elettromagnetico misurabile”.

Inoltre: “I vistosi tralicci che si possono vedere sulle alture o nelle vicinanze di alcuni centri urbani e talvolta anche negli stessi centri abitati costituiscono spesso sistemi di trasmissione in “ponte radio”: i “tamburi” appesi a questi tralicci sono sempre sistemi molto direttivi che consentono una comunicazione “punto-punto” e non irradiano elevate potenze né segnali diffusi. Più critici sono quasi sempre le antenne di tipo a dipolo (a forma tubolare) che sono invece utilizzate per trasmettere segnali diffusi e con potenze più elevate (sono le stesse antenne utilizzate nelle stazioni radio base per telefonia cellulare)”.

La torre di cui stiamo parlando, basta guardare il progetto propone un imponente antenna tubolare sulla sua sommità.

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Serena Gara, consigliere comunale a Montecompatri, tra i promotori della mozione contro il traliccio della EI Towers

A questo punto abbiamo voluto intervistare Serena Gara, una dei due promotori della mozione e consigliere comunale di minoranza al Comune di Montecompatri e assessore alla Cultura e alla Scuola in Comunità Montana. Altro promotore è Francesco Ferri, consigliere allo stesso Comune.

CA:Consigliere Gara, se si costruisce una torre di quelle dimensioni, è facile pensare che qualcosa deve ospitare. Avete qualcosa in mente di preciso? Da dove nasce la vostra necessità di fare una mozione in opposizione alla proposta della EI Towers?

SG: Con la mozione abbiamo evidenziato che c’è stata un ordinanza nell’ottobre 2015 che obbliga la rimozione delle antenne televisive facenti capo alla EI Towers dalle alture di Rocca di Papa, come inoltre la stessa situazione di emettitori, non può essere mantenuta a Monte Cavo. É molto intuibile quindi che le antenne vaganti a questo punto si vuole posizionarle nel Comune di Montecompatri.

CA: il terreno dove dovrebbe essere costruita è privato o Comunale?

SG: è Comunale e questo per noi è molto importante. Come evidenziato nella mozione siamo molto sorpresi che il Comune dia il benestare all’installazione di questa antenne e chiediamo apertamente di fare opposizione alla richiesta della società che l’ha proposta. Questo perché, in primis, le istituzioni devono difendere la salute dei cittadini.

CA: Senza entrare nel merito dei danni alla salute su cui poi ci informeremo, ma sono previste conferenze dei servizi, autorizzazioni della sovrintendenza ed altro?

SG: Intanto c’è da dire che torre sorgerebbe nel pieno del parco regionale dei castelli romani, un area ricca di vincoli. Abbiamo realizzato alcuni rendering dell’installazione prevista in scala in modo da rendere chiaro l’impatto che avrebbe sul territorio (potete vedere il rendering in questo articolo n.d.r.)

CA: I lavori di costruzione della torre non sono iniziati immagino?

SG: No assolutamente, non sono iniziati. Inoltre questa mozione e il chiasso che gli si sta alzando intorno, portano molta preoccupazione ai cittadini. I problemi di salute causati da tali installazioni sono solo in parte chiari ma la preoccupazione è molta. Allarme scaturito dalla preoccupazione per la propria salute, ma anche per l’impatto ambientale e per il valore degli immobili in zona.

CA: la torre oltre ad impattare il vostro territorio quali altri Comuni coinvolgerebbe?

SG: Sicuramente oltre al nostro territorio ne sono interessati i Comuni di Monteporzio, come quello di Rocca Priora, ma anche Colonna, essendo in direzione con le emissioni ne sarebbe interessato.

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CA: ma avete dei dati tecnici sulla torre in questione? Potenza, quantità di emissioni eccetera? Inoltre quanti tralicci ci sono già esistenti nella zona? Montecavo, Rocca Priora, che altro?

SG: Io come consigliere chiesi una mappatura precisa delle antenne esistenti sul nostro territorio. Questo accadde nel 2014, ma non ci è mai stata data risposta. Nel frattempo nacque anche una raccolta di firme contro l’installazione di una antenna proposta dalla Cairo Antenne per trasmettere il segnale della Cairo Network. Poi quella richiesta decadde, ma adesso abbiamo davanti questa della EI Towers, ben più grande ed impattante. Tra l’altro quando chiedemmo quella mappatura, ci riferivamo principalmente alla telefonia, oggi siamo in presenza di emissioni per i servizi televisivi, quindi di natura molto diversa.

CA: quale sarebbe il vantaggio per l’amministrazione comunale derivato dall’installazione di questa grande torre?

SG: Non lo so quali siano i vantaggi previsti, unica sicurezza è che non ci sarebbe assolutamente nessun vantaggio per il territorio da una torre come questa. Forse l’amministrazione percepirà un affitto per il terenno destinato alla EI Towers, ancora non comunicato a a noi consiglieri, ma anche se lo percepisse, non sarebbe certamente un vantaggio per i cittadini e per il territorio.

Con un Comunicato stampa di ieri, apparso su diverse testate, l’amministrazione indica che la torre potrebbe essere surdimensionata, ma piuttosto che indicare chiaramente la sua posizione, preferisce indicare come ente preposto alla convalida del progetto, l’ARPA per le emissioni e la Regione Lazio per quanto riguarda gli impatti paesaggistici e sottolinea che la Torre in questione al momento non vede il suo iter attuativo. Attende quindi la reazione della Regione a tale proposta della EI Towers.

Ci viene spontaneo però notare che visto che suddetto impianto graverebbe su un terreno comunale, il primo a dover dare un parere, ancor prima di aspettare diniego da parte di enti terzi, dovrebbe essere proprio il primo cittadino. Ed inoltre, lo strumento più adeguato per discutere di impianti di questo tipo installati in zona pubblica dovrebbe essere il Consiglio Comunale, indetto con modalità aperta, in modo che vi possano partecipare tutti i cittadini.

Sarebbe bene arrivasse la comunicazione di questo consiglio comunale

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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