stai leggendo...
Ambiente

L’orto vuole l’uomo morto..?

Stanchi di faticare nell’orto lavorando sotto al sole, sotto alla pioggia, gettarci tonnellate d’acqua solo per veder crescere qualcosa che poi mangeremo dopo tanta fatica? Benissimo vi diamo una notizia che sarà molto apprezzata da noi pigri. Puntiamo alle spontanee. Quelle piante che possiamo guardar crescere solo leggendo un libro o fumando un buon sigaro. Nel mondo delle piante spontanee, o meglio conosciute come “erbacce”, possiamo scoprire delle specie sorprendenti. Utili, commestibili, buone e medicinali. Solo il fatto che non vanno molto seguite è interessante, se poi sono anche utili è fantastico.

 

di Gabriele Ortenzi

 

Ogni anno, a fine estate, dopo la raccolta degli ultimi ortaggi, dismetto gran parte dell’orto, recupero i tubi per l’irrigazione e puntualmente faccio la mie valutazioni paragonando il raccolto alla fatica e all’energia spesa per mantenere le mie piante per tutti questi mesi.

Inizio da marzo con le prime semine in semenzaio, facendo attenzione alle temperature, la collocazione e tutte le cure del caso, in un delirio di vasi e vasetti, travasi e terra preparata. Nel frattempo sistemo il terreno esterno che vedrà la messa a dimora delle suddette: l’orto vero e proprio. In genere si rigira il terreno, si concima, si tolgono le “erbacce”, si delineano i confini e si preparano le strutture per il mantenimento e la crescita ottimale delle piante, dall’impianto di irrigazione a sostegni di canna, cassoni di legno, bancali e spostamenti di terra. Mentre continua la germinazione in semenzaio fino a maggio/giugno, per le altre varietà, l’orto già prende forma. Zappettature, acqua, primi interventi antiafidi, vangature, costruzioni di nuovi cassoni, pacciamatura, nuova pulizia dalle “erbacce” e così via.

piante spontaneeInsomma, questa faticaccia si protrae per i mesi estivi, con un consumo di acqua sempre maggiore e anche un aumento di parassiti e malattie. L’orto ha un equilibrio delicatissimo che va seguito quasi ogni giorno e al primo accenno di cedimento bisogna intervenire tempestivamente, onde evitare di mandare il raccolto in malora. La soddisfazione per i primi pomodori, però, è enorme, per non parlare dei fiori di zucca, le zucchine, la lattuga, le patate e a fine estate melanzane, peperoni, peperoncini e pochi altri ortaggi che non rendono autosufficienti, ma soddisfano le nostre aspettative: quelle di mangiare almeno per un paio di mesi, i prodotti del nostro orto e pronunciare la fatidica frase “Beh, il sapore è un’altra cosa e poi vuoi mettere la soddisfazione?”.

Mi chiedo se sia così soddisfacente spendere tutta questa energia e questo tempo per produrre così poco. Per produrre un kg di patate, possiamo arrivare a consumare mediamente cinquecento litri di acqua, mentre, all’estremo, per un kg di riso arriviamo a duemila litri. Un orto casalingo di quaranta mq arriva a consumare circa diecimila litri di acqua da maggio ad agosto. Tutto il prodotto del nostro orto, sul mercato, se volessimo venderlo, potrebbe avere un valore di nemmeno un centinaio di euro e, in termini di tempo ed energia, le risorse spese per produrre questi ortaggi sono estremamente più dispendiose; inoltre, questo modo di produrre cibo, impoverisce, di anno in anno, il suolo, costringendoci a concimare sempre di più. Immaginate questo modus operandi su larga scala, applicato in aziende con decine, se non centinaia di ettari.

Eppure, osservando un po’ più in là del nostro orto, possiamo notare rigogliosissime distese di erbacce che convivono a decine, intrecciate l’una con l’altra, di cui ci accorgiamo solo quando dobbiamo bonificare un determinato terreno. Queste “erbacce infestanti” o erbe spontanee, così resistenti all’incuranza dell’uomo, crescono senza malattie, non subiscono gli attacchi di parassiti e, oltre ad essere in gran parte commestibili, sono utili in molte occasioni della nostra vita quotidiana. Così, in tutte le stagioni, possiamo osservare floridi intrighi di topinambur, rovi, piantaggine, cicoria, equiseto, ortica, portulaca, verbasco, menta, potentilla, tarassaco, luppolo, borragine, malva, erba cipollina, borsapastore, acetosella, pimpinella, finocchio selvatico, cardo, crespigno, rucola selvatica, iperico, rosa canina, vitalba, amaranto, parietaria, farinaccio, lampascione, buonenrico, sambuco, consolida, asparago selvatico e tantissime altre varietà che senza l’aiuto di nessuno, se non di un ecosistema ancora funzionante, crescono, fruttificano e si riproducono senza tregua.

In quella che quasi in modo discriminatorio chiamiamo “macchia”, forse troviamo l’esempio per realizzare un orto in maniera più efficiente, sostenibile e intelligente. Alcune discipline, che sfruttano i saperi del passato, ma con l’approccio scientifico contemporaneo, offrono delle soluzioni proprio in questo senso, ovvero nel creare sistemi autosufficienti, ecosostenibili e rispettosi della libertà dell’uomo. La Permacultura è un contenitore di queste discipline in grado di progettare insediamenti agricoli simili agli ecosistemi naturali, e quindi in grado di mantenersi autonomamente e di rinnovarsi con un basso impiego di energia. Dall’osservazione della natura nascono sistemi intelligenti che sarebbero in grado di sfamare l’umanità in maniera continuativa, riabilitando l’uomo nell’ecosistema.

Cominciamo adesso a guardare alle piante spontanee anche dette “erbacce” con un occhio diverso. Basta sedersi a leggere un libro e pagina dopo pagina vederle crescere con naturalezza, nascondono segreti e proprietà affascinanti da scoprire ed apprezzare.

Annunci

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SFOGLIA IL GIORNALE – 16 DICEMBRE 2016

ABBIAMO GIA’ DETTO:

PROMO

PROMO

Informazione Pubblicitaria

PROMO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: