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Ambiente, Eventi, Arte e Cultura

C’è festa ma non si differenzia

L’estate finisce ma non le feste. Si ride, si balla e si mangia. Chi non ha nulla invece da ridere è l’ambiente come la cultura perché la massa di rifiuti che si producono in occasione di feste, sagre o altre occasioni di incontro, per una sciatta abitudine, pare ormai consolidata, non vengono differenziati ma vanno a finire nel grande calderone dei rifiuti solidi urbani destinati alla discarica. É un buon esempio per i cittadini? L’esempio dovrebbe partire da organizzatori e commercianti? Noi pensiamo di si, visto che siamo in un paese che già da molto ha attivato la raccolta differenziata

 

di Elisa Memeo

 

C’è festa a Zagarolo. Una festa di fine estate come tante altre feste in tanti altri paesi adiacenti. Una festa per godere delle ultime serate in canottiera e sandali, una scusa per incontrare amici, un’occasione per raccontare le vacanze appena terminate, già con la nostalgia del sale sulle labbra e del vento tra i capelli.

C’è festa. C’è musica, ci sono i panini, la birra, il vino e le bottigliette d’acqua per i bambini che corrono, inseguendosi tra i tavoli. C’è odore di brace. C’è anche la lotteria. C’è voglia di ballare, di mangiare, di bere e di divertirsi. Insomma c’è tutto.
E poi ci sono i tavoli da sparecchiare.
Ecco. E allora arriva il tipo (chi è? Il paninaro? L’organizzatore), ed arriva con il suo saccone nero e, con un unico, grande gesto, abbraccia la metà del tavolo e getta tutto dentro. E’ tutto indifferenziato? Le bottiglie di plastica, quelle di vetro, i tovaglioli di carta, i piatti, i bicchieri, gli avanzi del panino. Tutto in un unico gesto, in un unico sacco, moltiplicato per tutti i tavoli, per tutte le consumazioni, di tutte le singole persone che sono venute alla festa. Tutto in un’unica grande discarica.
Arriva il tipo con il saccone nero nel pieno della festa, quando le persone, e non importa che siano 10, 100 o 1000, sono ancora sedute e lo possono osservare.
C’è festa in un paese dove si pratica la raccolta differenziata porta a porta.
C’è festa, ma non si differenzia.
Sono madre, sono figlia ed ho imparato che nessun tipo di insegnamento arriva a buon fine se non c’è buon esempio.

Quanti rifiuti si producono in una festa? Quanto costa il loro conferimento in discarica come rifiuto indifferenziato? Chi lo paga? Che impatto ha sull’ambiente? Chi dovrebbe predisporre misure che rispecchino gli orientamenti politici ambientali? Di chi è la responsabilità? Di chi le competenze? Chi dovrebbe controllare? Chi dare l’esempio? Cosa apprendono i cittadini? Che motivazione avranno domani nel separare minuziosamente i vari tipi di materiale?

Ciò che accade qui, accade, quasi sempre, in tutte le feste di tutti i paesi.
Ecco. Cosa c’è da festeggiare allora?

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