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Eventi, Arte e Cultura

Prove tecniche di comunità virtuosa

Un esperienza nata per caso. Un amico che ti coinvolge nel suo percorso. Un Mercato fatto da persone e non solo da commercianti. Le istituzioni che ti ascoltano. Sono nulla davanti a quello che si può fare unendo tutte queste componenti. Si può creare un progetto per la riduzione dello spreco alimentare che vuole dare assistenza a chi ne ha bisogno e, ad alcuni, fornire la possibilità di recuperare la propria dignità. Si può iniziare il lungo viaggio per la riduzione dei rifiuti e, di conseguenza, iniziare il percorso di comunità virtuosa. Si possono coinvolgere persone nella vita sociale perché è già troppo tempo che sono sole. Certe volte è vero “Basta poco e che c’è vò”

 

Di Claudio Auriemma / Foto: Elisa Memeo

 

logo no spreco TONDO

Il Logo dell’iniziativa

Come abbiamo già scritto in un precedente articolo, alcuni cittadini che prestavano la loro opera all’interno di un centro di accoglienza multiculturale per migranti, hanno coinvolto me e la testata da me diretta in un’ esperienza particolarmente emozionante. La chiamo emozionante perché magicamente racchiude in se tutta una serie di concetti e di azioni per i quali, da tempo, molti come me stanno lottando. L’iniziativa implica l’assistenza umanitaria, la lotta allo spreco, la riduzione della produzione di rifiuto, il concetto di riciclo e riuso, nel senso che chi non utilizza più una cosa spesso non sa intercettare chi invece ne ha bisogno, la crescita culturale, la sussidiarietà.

Quando parlo di sussidiarietà mi concentro sul fatto che, in questo momento storico, concetti che una volta erano un considerati un valore, oggi si sono trasformati in disvalore. Come il concetto dell’attesa. Oggi non è più il momento di aspettare, ma è il momento di fare.

Gli aiuti del #nosprecoalimentare sono arrivati al baobab

Unendo il bellissimo progetto nato con l’emergenza del mese di giugno al Centro di Accoglienza Baobab di Via Cupa in Roma la storia di quel progetto vi invito a leggerla sempre su questo blog a questo link – è stato naturale immaginare, sin da subito, come un iniziativa come questo non avrebbe avuto solo uno scopo di aiuto umanitario per i rifugiati, ma era una prima pietra di qualcosa molto più grande. La possibilità di aiutare le migliaia di famiglie in difficoltà del territorio Prenestino. Limitandoci a quel territorio, almeno per il momento.
Nasce così l’esigenza di confrontarsi con gli altri cittadini più o meno organizzati in associazioni del territorio, o anche più lontani, ma che hanno a cuore i nostri stessi concetti. La risposta è arrivata da tanti paesi della zona. Oggi i volontari vengono da Rocca Priora, da Labico, da Colleferro da Anagni, da Genazzano, Cave e da altri luoghi. A questo punto possiamo dire che avevamo ragione, il progetto poteva essere scritto a più mani, in modo da poterlo veder crescere.

Un furgone così grande da essere addirittura piccolo

Abbiamo contattato le istituzioni, in particolare il Comune di Zagarolo e gli abbiamo chiesto un impegno attivo a sostegno dell’iniziativa. Il Sindaco Piazzai ne è stato entusiasta e ci ha messo a disposizione mezzi per il trasporto e materiale informativo. La rete è stata tessuta, ora si tratta di farla crescere. Abbiamo coinvolto, anche sotto consiglio del Comune stesso, che conosce bene quante difficoltà esistono sul territorio, i servizi sociali che da settembre si siederanno ad un tavolo con NoSpreco per valutare come portare l’iniziativa nelle case dei meno abbienti.
Stiamo valutando inoltre come creare un sistema di sussidiarietà e reciprocità che interessi anche i destinatari del progetto, verso il sistema NoSpreco stesso. Spesso il disagio porta anche alla chiusura verso il mondo esterno. Si crea un circolo perverso che in pochi riescono a rompere senza un aiuto. Il progetto prevede quindi di chiedere un aiuto attivo agli utenti coinvolti in modo da rompere quelle catene che ci legano al disagio. In futuro saranno stabilite fattibilità e metodologie.

Ma non solo, in questi giorni partirà una lettera destinata a molti aziende agricoli con l’obiettivo di sensibilizzarli all’iniziativa e cercando di veicolare, all’interno del NoSprecoAlimentare il loro invenduto o la loro merce che, per motivi meramente economici, o perché prossima alla scadenza, non è il caso di mandare in distribuzione. Facendo così crescere la mole di alimenti che potrebbe aiutare le grandi emergenze alimentari della zona.

Insomma, da un operazione istintiva, nasce un grande progetto di restituzione di dignità, di lotta al consumo, di riduzione dello spreco e, oltretutto, di riduzione di rifiuti, quest’ultimo è un obiettivo da raggiungere in poco tempo, per il bene di tutti. Un processo diametralmente inverso a chi cercava di incentivarci a produrne per poterli bruciare.

 

se vuoi collaborare al progetto in qualità di volontario o produttore contatta il Gallo Parlante oppure scrivi a nosprecoalimentare@gmail.com

 

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

Discussione

2 pensieri su “Prove tecniche di comunità virtuosa

  1. Il lavoro fatto quotidianamente sulla strada, al caldo, con la fatica delle braccia e del pensiero, è portatore sano di grandi soddisfazioni. Vedere come la fitta rete di rapporti, racconti, idee ha potuto dare supporto e sostegno, e continuerà a farlo sempre di più a chi in questo momento pensava di essere abbandonato da tutti, da nuova forza e nuova linfa alle iniziative che stiamo portando avanti. Confermando che quella che stiamo percorrendo è la strada giusta. Per rispondere anche alla rabbia di chi ci chiede cosa facciamo per il prossimo, riportiamo quanto ci ha comunicato il portavoce dei volontari del centro di accoglienza Baobab di Roma:

    I volontari Amici del Baobab ringraziano il mercato contadino di Zagarolo, che aderendo al progetto “NO spreco alimentare- invenduto solidale” ,hanno contribuito a sfamare da Maggio ad Agosto più di 25.000 migranti transitanti che sono passati nella struttura del Baobab. L’impegno di tutti e il desiderio di un utilizzo di risorse alimentari, che altrimenti andrebbero sprecate, hanno consentito a tante persone di ricevere cibo e accoglienza così da poter riprendere il cammino verso i paesi in cui sperano di risiedere. Sperando di portare avanti insieme questa impresa che ogni giorno si dimostra più ardua, ma anche più realizzabile per il coinvolgimento di molti, nuovamente vi ringraziamo.
    Per i volontari
    Patrizia Paglia

    Pubblicato da Claudio Auriemma | 13 agosto 2015, 22:43

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