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Eventi, Arte e Cultura

La città dove la strada diventa arte

Stradarolo per tre giorni ha portato oltre 3000 persone nei vicoli di Zagarolo. Appena finita la manifestazione iniziano i veleni e la guerra sui costi. 80.000, 120.000 il Comune dissanguato dall’iniziativa? Andiamo a vedere le carte e scopriamo che con poco più di 30.000 euro concessi principalmente dalla Regione Lazio e una ricerca di fondi sociale, si possono organizzare 3 giorni di eventi che riempiono le strade di gioia, musica, sorrisi e indotto per il paese.

 

di Claudio Auriemma, immagini di Guillermo Luna

 

Claudio Montuori. e Fabio KoRyu Calabrò

Claudio Montuori. e Fabio KoRyu Calabrò

Stradarolo è un festival nato nel 1997 per volere di un gruppo di amici che, seduti intorno ad un tavolo, hanno avuto l’idea di raccontare la strada. La strada intesa come quel luogo/non-luogo dove diverse migliaia di persone trascorrono il loro tempo. Si passa del tempo in strada per vari motivi ma uno dei principali motivi che ci spingono a percorre sentieri asfaltati è la necessità di spostamento. Stradarolo voleva raccontare proprio questo. La vita, le difficoltà e le speranze del viaggiatore temporaneo. Il pendolare. Un festival che raccontasse la strada come luogo non di attesa ma di partecipazione, trasformando la commedia di poca arte del ritardo ferroviario in una diversa e più piacevole commedia. La commedia dell’arte di strada.

Ci siamo fatti raccontare da Carla Cani, Direttore organizzativo del festival, la storia e la rinascita di questo evento.

Sembrava un idea impossibile da realizzare quando Andrea Satta, attuale Direttore artistico la propose, ma il suo coraggio unito insieme a quello di tante altre persone compreso Francesco di Giacomo, la mitica voce del Banco del Mutuo Soccorso, rese possibile questo folle racconto. Trasformare un luogo di passaggio in un luogo di piacevole sosta e cogliere finalmente l’occasione di raccontare anche l’hinterland romano. Che ancori molti percepiscono solo come porchetta, senza sapere che da queste parti si fa tanta cultura. Musica, letture, racconti, danza. Artisti da tutta Italia si spargono nelle strade, per dimostrare come quei vicoli possano prendere vita e colore, riempiendosi di persone e dare linfa alla socialità, al commercio, al sapere, agli occhi e alle orecchie delle migliaia di ospiti.

Un momento del pranzo sociale organizzato lungo Via Fabrini

Un momento del pranzo sociale organizzato lungo Via Fabrini

Ma non solo, gli spartitraffico, i ponti autostradali furono invasi da questa ventata di nuovo e di coraggio artistico. Poi tutto si fermò. Arrivò la politica che volle destinare i monti prenestini ad area di servizio della Capitale e di scarico rifiuti. La cultura torna nel suo cassetto. Inizia il mantra del “con la cultura non si mangia” terminano i finanziamenti e stradarolo muore. Anzi si congela. Congela il suo progetto, quello di far vivere la strada. Oggi nel 2015 grazie ad un bando della Regione Lazio, la partecipazione del Comune di Zagarolo e una ricerca di fondi sociale si è riusciti a scongelare lo spirito e le atmosfere di quel festival. Grazie forse alla forza di Francesco di Giacomo, che sembra non ci sia più ma in realtà vola alto su di noi, come l’artista Marta del Prato ha abilmente raccontato nelle sue illustrazioni.

Si riunisce nuovamente il gruppo iniziale e con l’aiuto attivo delle associazioni locali si è riusciti a ridare vita, finalmente, a qualcosa che togliesse via con un colpo di scopa il torpore in cui stava cadendo il paese di Zagarolo.

I tetes de bois di Andrea Satta, insieme a varie associazioni, comitati e cittadini di Zagarolo si sono rimessi al lavoro e dando la propria disponibilità di tempo e fatica hanno contribuito a ricreare quella magica atmosfera che sembrava essere persa per sempre.

É stato chiesto anche ai cittadini di dare una mano alla buona riuscita dell’evento. Ognuno poteva donare il proprio contributo oppure una tovaglia bianca che cucita insieme alle altre avrebbe contribuito a formare quella lunga tavolata che ha permesso a centinaia di persone di partecipare al pranzo sociale della domenica.

Le strade si sono nuovamente riempite di artisi del calibro di Fausto Mesolella, Nando Citarella, Ambrogio Sparagna, Vittorio Nocenzi, Tetes de bois, Tony Armetta, Michele Ascolese o Claudio Montuori che inoltre  hanno prestato la loro opera in maniera completamente gratuita.

Per tre giorni il paese ha vissuto un aria di festa che da tanto tempo non viveva e si visto come con poco si possa riportare indotto sano all’interno dell’economia cittadina. Certo alcune criticità sono prevenute.

tarzanetto, amico storico di Pierpaolo Pasolini che ha raccontato la sua esperienza a fianco al poeta e Andrea Satta Direttore Artistico del Festival e Andrea Satta

tarzanetto, amico storico di Pierpaolo Pasolini che nel corso del festival ha raccontato la sua esperienza vissuta a fianco al poeta, fotografato con Andrea Satta Direttore Artistico del Festival

La mancanza di un bancomat al centro storico che ha costretto parte degli avventori a tenersi stretti con i consumi, penalizzando i commercianti che hanno tenuto aperto le loro attività fino a tarda notte. L’assenza di bagni pubblici causata della mancanza di un accordo della precedente amministrazione con una ditta che poteva garantirne la presenza e non solo per questa manifestazione ma per tutto il periodo estivo, ma queste sono criticità che condividiamo.

Non condividiamo invece le voci false che parlano di costi esagerati per la realizzazione di questa manifestazione. Le leggende paesane narrano di costi che partono dai quasi 80.000 € per arrivare addirittura ai 120.000€ di spesa per la realizzazione del festival. Manca poco, ma se aspettiamo probabilmente accadrà, che stradarolo è costato poco meno di una manovra economica nazionale. Ci siamo fatti spiegare bene quanto è costato riempire per tre giorni il paese di gioia, gente e sorrisi.
Stradarolo è costato in tutto 33.500 € dei quali il 60% viene dal contributo della Regione Lazio, il restante 40% deriva dalla partecipazione delle casse comunali. Adesso chi ha una calcolatrice a portata di mano può fare le sue somme. Inoltre la raccolta di fondi sociale tramite il metodo del crowdfunding ha dato la possibilità di realizzare l’evento di apertura a Valle Martella
Tutto questo dimostra come, con poco, si possono portare oltre 3000 persone a visitare questo territorio e portare linfa vitale nelle casse delle attività che invece di abbassare le saracinesche, le possono tenere aperte fino a tardi.

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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