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Il Palazzo d’inferno!

Un intervista al Sindaco Piazzai, preceduta da una riflessione sulle difficoltà e sul nervosismo con cui è iniziato il percorso della nuova amministrazione. Saltano agli occhi pressappochismi e diversità di linguaggio. L’obbiettivo dei mille elettori che hanno dato un voto nella speranza di cambiamento vedono al momento con sospetto il rischio di aver partecipato ad insaputa ad un percorso diverso. L’opposizione sembra ancora disomogenea. Non si prevedono giorni facili in Comune.

 

di Claudio Auriemma

 

Molti hanno notato, alcuni con piacere, altri ne hanno preso le distanze, il pezzo che uscì su questa testata nel quale raccontavamo come la vittoria di Piazzai alle elezioni amministrative, sembrava effettivamente un segnale chiaro che dimostrava quella voglia di cambiamento che già da tempo arieggiava nel paese.

piazzai con fascia LOW

Lorenzo Piazzai Sindaco di Zagarolo. ph.: Irene Subioli

Quel pezzo fu scritto a scrutinio concluso ma prima di vedere la reale espressione di ogni singolo elettore. Con le preferenze espresse nella mano, io stesso definii quella vittoria una sorta di “sogno interruptus”. La lista civica presentata prima del voto, aveva al suo interno nomi che molti degli elettori della sua lista, avrebbero preferito veder volare più in alto. Ma la matematica della scelta elettorale locale ha preferito conservare una sicurezza ben diversa da quel coraggio. Oggi dopo l’insediamento della giunta abbiamo effettivamente davanti un quadro più chiaro di quella che è l’espressione delle liste che hanno appoggiato il Sindaco e possiamo fare quindi delle valutazioni. Valutazioni che saranno squisitamente personali, da cittadino e da osservatore. Anzi da persona che ha scelto, per mestiere, di raccontare quello che vede. Anche perché non mi sento autorizzato a fare delle valutazioni politiche che lascio a chi ha più carte di me da giocarsi nella difficile arte del comprendere le logiche di potere di questo territorio.

Il 18 di giugno, tutti sanno, si è tenuto il primo consiglio comunale dove la giunta si è insediata e il Sindaco ha formalmente preso i pieni poteri oltre che aver espresso giuramento. Non mi soffermerò sulla composizione della giunta, già ampiamente descritta da testate con una periodicità più frequente e più attente alla cronaca locale. Il nervosismo che si è respirato in quel consiglio è cosa nota. Gli abbandoni da parte dell’opposizione dell’aula Consiliare, i gesti di stizza, i proverbi discutibili, una Presidenza troppo imperativa, sono lo specchio del nervosismo che si respira nell’aria anche fuori da quelle stanze, lungo le vie del paese. Rabbie che hanno generato anche vili attacchi personali, privi di alcun fondamento allo scopo di attaccare le identità e non i contenuti, al solo scopo di screditarle.

Credo che il nervosismo derivi dallo scontro di fatto tra alcuni che si sentono i veri vincitori anche se incompresi, altri che si sentono difensori di feudi in vero stato di disagio piuttosto che altri che hanno proposto progetti di grande cambiamento ma che al momento sono effettivamente da verificare nella loro possibilità attuativa.
In questo chiaro scontro, che potrebbe anche non preoccupare visto che sono naturali i diverbi tra maggioranza e opposizione, la cosa preoccupante è la sensazione che deriva dalla selezione dei componenti dell’aula consiliare che sembra non sostenere affatto il progetto iniziale della lista civica Piazzai.

Una presenza della vecchia politica è tangibile. Inoltre salta agli occhi una forte diversità di linguaggio e capacità espressiva tra l’attuale Sindaco e alcuni dei protagonisti che decideranno le sorti della cittadinanza nei prossimi 5 anni. Questi due linguaggi diversi saranno in grado di trovare un modo per comunicare? Sono chiare le intenzioni del Sindaco di arrivare a portare a termine il suo progetto personale, ma, dopo aver risolto il problema della diversità di linguaggio, i poteri forti che gli hanno permesso di arrivare fino a questo punto, lo seguiranno o lo ostacoleranno? Io da tempo penso che se Piazzai vuole arrivare a realizzare il suo progetto, i veri nemici che potrebbero ostacolarlo, deve cercarli tra alcune delle persone che erano sotto il tendone dove concluse la campagna elettorale, e capire se lo aiuteranno a portare a termine l’impegno in cui più di 1000 persone hanno creduto, oppure se le stesse persone possano avere in mente progetti divergenti. Credo che la vicinanza della popolazione, delle associazioni, dei comitati nelle scelte dell’amministrazione sia il valore principale che potrà fare la differenza. L’opposizione dovrà essere quella fatta dai cittadini organizzati che potranno fare un opera di controllo e di consiglio. Lorenzo Piazzai se non affiancato dalle categorie di persone che lui stesso ha scelto prima di candidarsi, rischierebbe di non portare a termine quello in cui molti in questo paese hanno creduto.

 

Subito dopo il voto abbiamo fatto al Sindaco alcune domande, ve le proponiamo.

 

CA: Sindaco, oltre mille persone hanno votato per la sua lista civica, che significato ha avuto quel voto?

LP: Il risultato della lista civica è incoraggiante. Non è un fenomeno che riguarda solo il Comune di Zagarolo. In tutti quei Comuni, dove le leggi lo permettevano, le liste civiche hanno avuto risultati significanti. Questa esperienza ci ha permesso in questi 6 mesi di lavorare a stretto contatto con la parte più bella del paese. Abbiamo avuto contatto con le esperienze di persone che nel corso del tempo si erano frammentate. La lista ha avuto la fortuna di ri-coagulare, attorno ad un progetto, tutte queste esperienze che si erano allontanate e che probabilmente sarebbero andate disperse. Vorrei fare però una riflessione importante, la lista civica ha dei limiti, lo dico anche contro il mio interesse e in maniera anche critica. La difficoltà di trovare un modello organizzativo all’interno della lista civica è ancora uno di quei problemi che dobbiamo risolvere. Il rischio che questa energia che si è concentrata intorno alla lista non si consolidi e che vada nuovamente dispersa, è un rischio che non si dovrebbe correre e sarebbe per me molto importante che questo non accadesse. Mi riferisco anche ad esperienze nazionali importanti come quella del 5stelle, di sicuro successo, ma la risposta efficiente di come riorganizzarsi ancora va trovata. Il rischio è che questo momento così importante non si consolidi e si disperda rapidamente.

Piazzai maglia1

Lorenzo Piazzai ph.: Irene Subioli

CA: la lista civica le ha permesso di vincere al primo turno, diversamente sarebbe andato al ballottaggio le sembra?

LP: vincere al primo turno è stata un esperienza veramente non semplice, raggiungere il dato del 51,4 non è stato un risultato facile. Vediamo oggi che Comuni come Colleferro e Albano sono al ballottaggio quindi vuol dire che il nostro è stato un risultato importante.
Adesso ci sono due questioni importanti da valutare che sono, primo la percentuale del non voto, che nel nostro paese è stata abbastanza limitata, ma vediamo che a livello nazionale è un dato che ancora purtroppo rimane importante, un dato terribile a mio giudizio, mentre la seconda riflessione è che la disomogeneità dei dati elettorali che abbiamo ottenuto, in quelle aree dove le tensioni sociali, il disagio, la scarsa qualità dei servizi e di conseguenza della vita, e della aggregazione sociale, cresce il non voto e il voto di protesta. In quelle zone siamo stati meno bravi ad intercettare il consenso. Cercheremo di lavorare anche su questo dato negativo.

CA: certo mi sembra importante cogliere anche le criticità non appoggiandosi sui risultati confortanti. Ci sono varie realtà di cui occuparsi che è importante individuare.

LP: Se mi permette vorrei aggiungere una riflessione, noi abbiamo fatto una scelta politica che vorrei sottolineare. É stato oggetto di una riflessione molto ponderata quella della necessità di esprimere Valle Martella in una lista elettorale a parte, ma sempre all’interno della nostra coalizione. Abbiamo scelto di non farlo accollandocene il rischio. Questo ha significato che su Valle Martella non siamo andati bene come sul resto del territorio. É stato in questo caso premiato chi ha formato delle liste che sono espressione diretta di quell’area di territorio. Certo a mio giudizio nelle proposte di quelle liste c’è stata molta miopia e populismo, ma è un dato di cui ci dobbiamo interrogare. Si dovrà intercettare con maggiore attenzione il consenso che deriva da quel disagio. Questo purtroppo è un dato di debolezza della mia vittoria, ma bisogna comprendere qual’è la risposta. Ciò non toglie che proporre una lista che sia l’espressione di una sola parte di territorio, è una scelta che abbiamo ritenuto discutibile.

CA: per terminare il discorso sull’analisi del voto, vorrei chiederle come considera il fatto che, guardando i dati sulle preferenze, sembra che la lista che ha avuto più consensi alla fine sia quella riconducibile alla vecchia amministrazione. Zagarolo riconferma e non vuole cambiare modo di essere amministrata? Lei ha fatto percepire un senso di rinnovamento?. Esiste o resta tutto com’era prima?
LP: Secondo me un percorso di rinnovamento di queste dimensioni a Zagarolo non si è mai visto. Noi abbiamo siglato un accordo che prevede un rinnovamento totale della giunta e questo è un dato di fatto. Nella nuova giunta spero ci sia un afflusso di giovani ed una componente femminile importante e qualificata, quindi da questo punto di vista una risposta l’abbiamo data. Non era facile nonostante che i protagonisti precedenti ci hanno dato una mano in questo progetto. Questa è una cosa curiosa, sopratutto su Zagarolo. Sfilare le poltrone da chi le occupava non è facile ed inoltre chi occupava quelle poltrone di solito non è affatto attratto e d’accordo con un progetto come il nostro che prevede un rinnovamento e una sostituzione dell’amministrazione. Sono grato alla vecchia amministrazione perché si è comportata in maniera assolutamente leale, sostenendo un progetto che non li prevedeva personalmente. Il Consiglio Comunale risulterà rinnovato per più del 50 %, una giunta rinnovata e un Sindaco che proviene dalla cosiddetta società civile.

piazzai panzironi

Il sindaco Lorenzo Piazzai e il Presidente del Consiglio Comunale Marco Panzironi

CA: so che lei ha avuto il consenso di esponenti di comitati e associazioni che vogliono tirare fuori dai cassetti una serie di progetti, proposte e richieste che vorranno sottoporre all’attenzione della futura amministrazione. Sia in maniera propositiva ma anche con occhio critico. Come gestirà i rapporti con le comunità che stanno lavorando sul territorio da tempo per vederlo crescere? In una intervista recente che ha rilasciato ad una radio ha detto che è suo interesse la vicinanza dei cittadini, le porte del Comune sono aperte da sempre, ma le “orecchie” del Comune saranno più aperte del passato?

LP: considererei il mio progetto un fallimento se non accadesse questo. Certo non sarà semplice. Ritorna il tema che le dicevo prima ovvero la capacità di tenere insieme le esperienze espresse nella nostra come in altre liste. Il tema della sussidiarietà è un tema fondamentale. Le realtà associative sono una ricchezza e come tali vanno coltivate e fatte crescere. Quello che posso dire che già durante la formazione della giunta stiamo incontrando le associazioni, questa è una chiara risposta.

CA: Tornando un attimo a Valle Martella, lei sa che a pochi giorni dal voto il comune di Gallicano nel Lazio, ha rispolverato il progetto che da un po’ ha nel cassetto che riguarda il cimitero comprensoriale che vorrebbero costruire in località Passerano, molto vicino alla frazione di Valle Martella. Quale è la sua posizione rispetto a questo progetto e rispetto ad altri progetti simili che insisterebbero sempre sulla stessa area, per esempio la centrale a biogas che per il momento è un progetto fermo anche esso.

LP: Diciamo che Passerano non è proprio Valle Martella, sono molto vicine ma su Passerano ci sono delle situazioni di extraterritorialità, visto che siamo in un area della Regione Campania, ed è comune di Gallicano. Per quello che riguarda il progetto del compostaggio che mi accennava, a suo tempo il comune di Zagarolo diede un parere contrario alla realizzazione.

Se poi parliamo di biogas secondo me addirittura non esiste sul territorio neanche il tipo di rifiuto industriale adatto a giustificare un impianto di quel tipo e di conseguenza è assolutamente inutile. Anche se ovviamente non bisogna dimenticare l’importanza della chiusura del ciclo dei rifiuti che è un tema che va posto all’interno della dialettica tra amministrazioni e comitati. Certo che un area come questa non può essere destinata a chiudere il ciclo dei rifiuti della Campania piuttosto che di altre Regioni. Sul dimensionamento ovviamente è necessario ragionare. Certo i progetti hanno bisogno di quadrare dal punto di vista economico per cui gli investitori vogliono anche un ritorno, non essendo questo un paese che vive in un regime di socialismo reale.
Se un giorno si deciderà di realizzare qualcosa dovrà essere di utilità sociale e di basso impatto ambientale.
Per quanto riguarda il Cimitero di cui mi parla come amministrazione comunale non abbiamo nessuna relazione diretta con la scelta di realizzare un cimitero di quelle dimensioni in quell’area
CA: ma da dove nasce la scelta di fare un cimitero comprensoriale, ovvero che soddisfi le esigenze di più comuni. Esiste una convenzione tra amministrazioni che hanno questa necessità?

consiglio apertura

La giunta durante il primo consiglio Comunale

LP: rispondere alla domanda mi mette un po in imbarazzo, ma credo che il mercato a cui si rivolge, non sia il nostro e quello dei Comuni limitrofi, ma parliamo della Capitale. Il nostro Comune ha una situazione cimiteriale che non richiede interventi di questo tipo, al momento e tra l’altro non abbiamo alcuna richiesta di convenzione protocollata che giustifica la scelta di realizzare un opera che ci riguarda.
Mentre nel progetto sito di compostaggio il Comune era coinvolto, si ricorderà ci fu anche un consiglio comunale sul tema, questa è una scelta che il comune di Gallicano ha fatto in autonomia e di grande visibilità sotto molti punti di vista.

CA: visto che ritorna sul tema rifiuti volevo porle una domanda. Dopo ormai molto tempo che ai cittadini viene richiesto uno sforzo quotidiano, necessario ovviamente, nella differenziazione dei rifiuti, non sarebbe necessario uno strumento di comunicazione che li informasse sul beneficio che il comune o la società civile ne trae? Immagino un bilancio sociale realizzato dalla Società Ambiente S.p.A. che spieghi a cosa serve effettivamente il loro sforzo. Posso i Comuni della zona contribuire ad esigere dalla società che gestisce la raccolta un bilancio di questo tipo?

LP: Intanto io credo che dobbiamo rimettere mano a questo settore perché credo, non ho ancora i numeri precisi, ma ho la sensazione che negli ultimi periodi, la qualità e la quantità di raccolta differenziata che riusciamo a raccogliere sia in una fase di peggioramento. Sono cifre che vanno verificate ma la sensazione è forte. Giustamente è importante che in settori importanti come proprio il mondo dei rifiuti, dove è sotto gli occhi di tutti la necessità di rendere trasparente la gestione anche per garantirne la legalità. Il bilancio sociale è un percorso molto bello e necessario al quale aderisco totalmente come richiesta anche se credo molto impegnativo per le ditte che si occupano della gestione dei rifiuti. Io ho parlato recentemente con la direzione della Ambiente S.p.A. E so che a fianco al bilancio che hanno approvato hanno anche prodotto un cosiddetto “report sociale” che è molto simile al bilancio sociale anche se privo di alcune certificazioni necessarie per chiamarlo tale. Ha la funzione di rendere leggibile il bilancio dell’azienda sopratutto nei suoi risvolti etici, sociali e di indirizzo politico. É chiaro che per avvicinare alle persone temi che sono sotto gli occhi di tutti come questi è necessario semplificare il linguaggio in modo da farlo leggere da chiunque.

CA: Che posizione prenderà la nuova amministrazione per difendersi e prendere le distanze necessarie da protagonisti di quelle inchieste che sono di attualità in questi giorni e che riportano direttamente anche ad interessi diffusi su questo territorio? Come si potranno evitare successive infiltrazioni di clan delinquenziali?

LP: Le domande che mi ha fatto in realtà sono due. La prima riguarda le scelte future di questa amministrazione. Io per esempio, non è la soluzione, lo so ma per capire, durante la campagna elettorale, ho incontrato il nuovo segretario della camera del lavoro di questo territorio per parlare di temi come il recupero dell’evasione fiscale sia su temi dell’assegnazione degli appalti, la camera del lavoro ha proposte molto avanzate nella difesa da eventuali infiltrazioni di natura criminale. Faccio comunque presente che il nostro Comune, ogni volta che ha visto la magistratura interessarsi, era perché era stata sollecitata dai nostri amministratori. Se nel ’95 ’96 Buzzi ha lavorato qui, anche se oggi è un nome che fa paura, è stato perché Zagarolo a quell’epoca è stato uno dei primi Comuni a riconoscere l’importanza dell’imprenditoria sociale e a dargli la possibilità di lavorare sarebbe da annoverare nei meriti, salvo che non sia successivamente stato tutto inficiato dalla robaccia che emersa successivamente.

Purtroppo rischiamo di pagare un prezzo di immagine a responsabilità che non abbiamo. Dobbiamo riaffermare il buon nome di una comunità in cui a nessun livello e mai, ci sono state operazioni men che lecite. C’è il rischio di entrare in un percorso mediatico in cui i danni derivanti sono gli stessi per tutti ma questo non lo permetterò, ne sono responsabile nei confronti della popolazione. La politica ha fatto molti danni ovviamente anche qui da noi, ma all’epoca in cui si riferiscono le intercettazioni di Buzzi per l’amministrazione era un vanto riconoscere la valenza dell’imprenditoria sociale e del recupero dei detenuti, poi i meccanismi sono degenerati e sono scoppiate delle vicende scandalosissime. Certo c’è da dire che i rapporti con quella cooperativa sono stati interrotti definitivamente tanti anni fa. Si pagava ancora il lavoro in lire, non in sesterzi ma in lire

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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