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C’è un “ma”!

La tecnologia ci può soffocare come ci può liberare. Sta a noi decidere che strada prendere. La strada sicura della schiavitù di marca o la libertà delle piattaforme aperte. Da questo dipenderà se riusciremo in un futuro a poter controllare gli oggetti che abbiamo acquistato o se siano loro a controllare noi. Quando parliamo di oggetti ovviamente ci riferiamo a chi li ha creati e li distribuisce, non alla plastica o al silicio che li compone.

 

di Francesco Neri

 

Parlerò di una partita. La madre di tutte le partite. Da un lato i potenti, l’oligarchia che domina tutte le transazioni: di merce, di cibo, di energia, di denaro, di manufatti, di armi, di tecnologia, persino di opere d’arte. E, quel è peggio, di informazioni.

E questo fa si che la democrazia, dove il popolo dovrebbe scegliere secondo scienza e coscienza, sia svuotata del suo senso.

La gente riceve una marea di informazioni falsate e sceglie la rassicurante prosecuzione della schiavitù di fatto.

opensource-400Dall’altro noi. Il novantanove per cento, che possediamo sommati meno del 50. Sette miliardi di persone che lavorano, o soffrono, alcuni privilegiati, come noi in Europa, altri in miseria estrema, uccisi, bistrattati, profughi, affamati.
Siamo molti di più ma non possiamo nulla.

Loro hanno montagne di denaro, di armi, di giornali, di esperti, di “opinion maker”, di prigioni, di mafie, di software, di social network invasivi, di informazioni.
La partita è impari.

Ma. C’è un “ma”.

La diffusione della tecnologià puó accelerare il nostro processo di schiavizzazione portando il controllo dei potenti nei nostri confronti a livelli da incubo.

Oppure, il sapere diffuso della rete, se sapremo proteggerla, i programmi freeware, se sapremo tutelarli, e sopratutto i programmi “open sourcesaranno la base della prossima rivoluzione:
Internet delle cose: IDC.
Presto con stampanti 3D e accesso a una sterminata libreria di programmi liberi, ognuno potrà prodursi quello che vuole. Con stampanti più grandi e costose si potranno realizzare case e auto.
Già esistono stampanti in grado di produrre stampanti.
In poco tempo. Inclusi i pezzi di ricambio.

Questo renderà inutili le grandi concentrazioni industriali, le fabbriche.
Renderà inutile quindi riunirsi in città.
Renderà la produzione periferica, diffusa e quindi libera da cospicui investimenti.

Renderà OBSOLETO IL CAPITALISMO.

Forse l’oligarchia lo sa ed è per questo che sta accelerando il processo di appropriazione delle fonti basiche: terra, acqua, fossili, ecc.

Quindi ci sono due scenari:
Uno in cui si lavorerà pochissimo perché l’automazione produrrà quel che serve e ci si dedicherà finalmente a ció che ci piace.
Il secondo in cui i potenti si impossesseranno anche di questo passaggio tecnologico epocale per schiacciarci definitivamente.

Sta a noi.

Sta a te.

– Liberamente tratto da “Societá a costo marginale zero”.- Jeremy Rifkin

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