stai leggendo...
Senza categoria

IMU, il più alto esempio di creatività fiscale

Caos IMU sui terreni agricoli: chi paga, chi non paga? Sei in montagna o in collina? Ma non è finita qui, c’è chi paga un IMU su terreni che vengono considerati edificabili, ma che in realtà edificabili effettivamente non sono. Due chiacchiere con un consigliere comunale e una scorsa alle nuove leggi per cercare di far luce su quello che sarà probabilmente un gran bel tappo fiscale, in tutti i sensi.

 

di Claudio Auriemma

 

Partiamo dalle nuove norme sul pagamento dell’IMU sui terreni agricoli: Fino a novembre scorso doveva pagarla solo chi aveva terreni e risiedeva in Comuni ad una quota superiore ai 600 metri sul livello del mare, oggi invece, rientra nella tassa anche chi ha terreni in zona cosiddetta “Parzialmente Montana”. Zona questa stabilita secondo una mappatura redatta dall’ISTAT. Insomma il momento è una grande bagarre e rischia di sommergere di lavoro CAF e commercialisti a poche settimane dalla scadenza di questa tassa a dir poco impopolare, anche perché la scadenza non rispetta le norme imposte dallo statuto del contribuente che imporrebbe almeno 60 giorni di tempo per far fronte alle scadenze imposte.

campo_agricoloLa prima difficoltà risiede nell’incrocio dei due decreti. Chi dovrebbe versare l’imposta secondo ciò che fu deciso nel 2014, ma non rientra nelle categorie tassabili con le modificazioni al decreto del 2015, può applicare le nuove regole solo dalla rata di acconto di giugno 2015. Oppure un agricoltore potrebbe non aver nulla da pagare secondo le norme del 2014, ma rientrare in quelle del 2015, per cui al 10 febbraio risulta esente ma rientra nella tassazione per l’acconto di Giugno. Facile no?

Veniamo ora a chi paga e a chi no: è prevista l’esenzione per i terreni agricoli, compresi quelli non coltivati, in circa 3.500 Comuni Italiani considerati montani (un elenco dei Comuni che rientrano nella tassazione IMU è stato redatto da Sole 24 Ore). Per i 652 Comuni considerati “semi”montani l’esenzione riguarda solo i terreni agricoli condotti direttamente, presi in affitto o in comodato d’uso da imprenditori agricoli professionali regolarmente iscritti alla previdenza agricola. Tali terreni possono essere anche non coltivati ma devono essere in una situazione di affidamento. Rispetto alla precedente normativa la grossa differenza è che solo i terreni realmente condotti sono esenti dal versamento dell’IMU. Il solo titolo di possesso di un terreno posto in un Comune ad un altitudine considerata “parzialmente montana”, non garantisce titolo di esenzione dalla tassazione.

Per aliquote e tariffe vi lasciamo al difficile lavoro dei vostri consulenti.

Passiamo ora invece al secondo problema, quello di chi deve pagare un IMU su un terreno classificato come edificabile, ma sul quale non deve di certo azzardarsi a costruire nulla.

I Comuni tardano a fare i piani di lottizzazione quindi i terreni che risultano al catasto come edificabili, in mancanza di un piano particolareggiato non possono essere edificati. Questo va avanti da decenni, ovviamente solo per i piccoli proprietari. Per i palazzinari e le grandi opere invece questo sistema pare non valga. Abbiamo visto con quale facilità vengono concesse concessioni ad edificare per opere invasive e poco utili per la comunità. Basta che siano garantiti gli oneri accessori ai Comuni e le concessioni edilizie arrivano in corriere.

Torniamo ai piccoli proprietari, per la legge, il semplice titolo di possesso di un terreno edificabile è sufficiente a rientrare nella categoria di chi deve pagare la tassa in questione, anche se il suo terreno è edificabile solo con la fantasia. Ovviamente la tassazione su un terreno qualificato come edificabile soffre di un aliquota di tassazione superiore a quella riservata ad un terreno a destinazione agricola.

Tassa che sarà dovuta anche se non sono in essere piani attuativi da parte del Comune. Situazione questa che può durare anni. E sarà dovuta per sempre anche quando un terreno è in una reale condizione geografica di inedificabilità o non raggiunge il lotto minimo che consente di elevare una cubatura residenziale. Solo alcuni Comuni Italiani hanno redatto delle norme che nel caso ci siano condizioni straordinarie, i terreni, anche se in partenza risultano come edificabili, sono tassati come terreni agricoli. Altri Comuni invece, valutando la possibilità dei proprietari dei lotti edificabili che non raggiungono il minimo di costituirsi in consorzi, pretendono comunque la tassazione da chi ha terreni anche piccoli grazie ad una sorta di processo alle intenzioni. Per meglio spiegare: “tu un domani potresti metterti d’accordo con i tuoi vicini e avere abbastanza terreno da edificare. Oggi non lo hai fatto, ma lo potresti fare, quindi Paga!”

Tasse quindi abbiamo visto tutte poco amate dai cittadini, anche in virtù del fatto che sono ormai rassegnati a vedere pochi vantaggi dai fondi che versano nelle casse Comunali e Statali. Ma quali possono essere le alternative?

Le tasse servono a permettere alle istituzioni di erogare servizi. In assenza di queste come possono i Comuni sopravvivere. Per capire quali possono essere le proposte alternative abbiamo rivolto la domanda ad un Consigliere Comunale al Comune di Gallicano nel Lazio, Mario Galli che ci ha spiegato che uno degli scenari potrebbe anche essere quello inverso, ovvero, invece di incassare denaro il Comune si metta in condizione di non spenderlo. In pratica avrebbe meno introiti ma con meno spese, quindi in sostanza cambierebbe poco. Per farlo, secondo Mario Galli, basterebbe affidarsi al semplice ed antico sistema della sussidiarietà, ovvero demandare ad altri, che possono essere associazioni come liberi cittadini, dei lavori che per il Comune sarebbero un costo e che se gestiti invece da associazioni possono rappresentare un modo per il Comune di risparmiare esborsi e poter quindi alleggerire la tassazione ai cittadini. Un esempio per tutti, la gestione del verde, affidando in gestione delle aree ai cittadini in modo che le curino e le possano gestire, il Comune risparmierebbe denaro non dovendo curare quelle stesse aree e potrebbe alleggerire la tassazione ai contribuenti. E magari non avremmo assisto al teatrino della Pineta di Via Santa Maria a Gallicano che per incuria si rischiava di doverla abbattere. Come anche la pulizia delle strade del centro storico dei paesi. Se affidata a commercianti e cittadini in cambio di alleggerimenti fiscali probabilmente troverebbe un certo riscontro oltre che sensibilizzare quest’ultimi alla conservazione e alla tutela del decoro urbano, cosa non da poco, facendo risparmiare non poco alle già vuote casse comunali. In poche parole tra tante tasse o tanti progetti di cementificazione e sfruttamento del territorio per trovare fondi esiste una terza via e la terza via si chiama dialogo, collaborazione e sussidiarietà.

Annunci

Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

Discussione

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

SFOGLIA IL GIORNALE – 16 DICEMBRE 2016

ABBIAMO GIA’ DETTO:

PROMO

PROMO

Informazione Pubblicitaria

PROMO

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: