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2024: si riparte per un nuovo assalto alla diligenza

Il Premier, a pochi giorni dall’esplosione dell’inchiesta “mafia Capitale”, candida la città di Roma a ospitare le Olimpiadi del 2024. Per Renzi è un appuntamento importante che vuole garantire e incentivare la ricrescita di una città ferita dagli eventi e soggetta ad una crisi che solo con un’iniezione di speranza e voglia di fare si può risollevare da questo torpore economico. Basta aprire un giornale però per scoprire che, quella che dovrebbe essere la “upper class” di questa città vive anche di un economia sommersa surreale fatta di tangenti e tangentari, cialtroni ripugnanti che lucrano su qualsiasi appalto, cementi inadeguati, lottizzazioni inutili e progetti dai costi indefinibili. Chi paga alla fine? I soliti noti. Leggiamo il curriculum con il quale Roma si presenta a questo difficile colloquio. Un esercizio mnemonico per ricordare come sono stati spesi i soldi stanziati dalla mano pubblica e destinati all’organizzazione dei grandi eventi in questo paese. Di solito vanno ad ingrassare la “cricca”.

 

di Claudio Auriemma

 

italia90logo1Partiamo dall’attualità. È di queste ore lo scandalo relativo all’infiltrazione delle cosche di ‘ndrangheta negli affari interni che riguardano la gestione dello stadio Meazza. I gentiluomini in questione, hanno cercato di mettere le mani sul servizio di catering interno. Ne sono scaturiti 59 arresti di affiliati ai clan che oltre a occuparsi di prostituzione, strozzinaggio e droga, hanno pensato di arrotondare i propri introiti anche con lo sport.

Ed è proprio di sport di cui parliamo. Facciamoci una bella passeggiata nell’Italia dei grandi eventi sportivi per capire se questa delle Olimpiadi del 2024 è un occasione di ricrescita o di affari per quella che ormai viene classicamente definita come “cricca”.

Mondiali di Calcio Italia 90 – sono stati spesi 7.230 miliardi di lire (più di 6.000 provenienti dalle casse statali), in euro 3,74 miliardi, che con la rivalutazione Istat del 2014 corrisponderebbero a quasi 7 miliardi e mezzo di Euro. Spesa superiore a quella sostenuta in Sudafrica per i mondiali del 2010 e prossima a quelle registrate in Germania e in Corea-Giappone. Venne speso l’85 % in più rispetto al budget preventivato, giustificato dagli organizzatori come conseguenza della ristrettezza dei tempi per completare i lavori entro le scadenze.

I lavori di demolizione dello Stadio delle Alpi a Torino

I lavori di demolizione dello Stadio delle Alpi a Torino

Stadio Delle Alpi di Torino – Per ospitare gli eventi sportivi, sono stati ristrutturati vari impianti ed alcuni vennero costruiti ex novo, tipo gli stadi San Nicola di Bari e il Delle Alpi di Torino. Lo stadio Delle Alpi è costato 226 miliardi di lire. Doveva essere uno stadio avveniristico. Ma chiuso nel 2006, è stato definitivamente abbattuto nel 2009. Lo stadio, presentava un’eccessiva distanza del pubblico dal campo di gioco. Inoltre il costo della manutenzione risultava molto elevata. Al Delle Alpi di Torino vennero disputate cinque partite di Italia ’90.

Stazione ferroviaria di Roma Farneto – La stazione ferroviaria romana di Farneto, costruita in via dei Monti della Farnesina a Roma, venne invece terminata, ma utilizzata solo quattro giorni, per il transito di 12 convogli. Chiusa a ottobre dello stesso 1990, è costata 15 miliardi di lire. Dall’aprile del 2008 è occupata dell’associazione Casapound.

roma farneto

La Stazione di Roma Farneto a Vigna Clara

Air Terminal Ostiense – Siamo sempre a Roma, l’Air Terminal Ostiense (costo 350 miliardi lire, 180 milioni di euro) , progettato come snodo che avrebbe fornito alla città anche dopo i mondiali un’infrastruttura importante per collegare la città all’aeroporto di Fiumicino; tuttavia rimase in funzione solo alcune settimane e chiuso definitivamente nel 2003 a causa della scomodità per raggiungere lo scalo Leonardo Da Vinci rispetto alla Stazione Termini.

Olimpiadi invernali 2006 – Altra ghiotta occasione di guadagno, le Olimpiadi della neve. Siamo nel 2006, sempre a Torino.Per la realizzazione di quella serie di eventi sono stati stanziati più di un miliardo di euro in appalti e molte delle infrastrutture costruite risultano inutilizzate e con alti costi di manutenzione, come la pista olimpica di Cesana Pariol, tracciato per bob, costata 110 milioni di € (preventivo di 60 milioni) e ne servirebbero altri 15 per ristrutturarla.

Le olimpiadi invernali di Torino costarono complessivamente più di 3 miliardi e le entrate direttamente legate alla manifestazione (diritti tv, vendita dei biglietti, ecc) hanno portato ricavi per circa un miliardo.

Lo Stadio del Nuoto che doveva sorgere a Tor Vergata, progettato dall'Architetto Santiago Calatrava

Lo Stadio del Nuoto che doveva sorgere a Tor Vergata, progettato dall’Architetto Santiago Calatrava

Mondiali di nuoto a Roma nel 2009 – Veniamo adesso al bello, nel 2009 la Capitale ha l’importante incarico di essere sede dei mondiali di nuoto. Molte sono le infrastrutture che devono essere realizzate per dotare la città di piscine ed impianti sportivi adeguati ad ospitare un evento importante come quello in programma. Giovanni Malagò, allora presidente del Comitato organizzatore dei mondiali di nuoto, viene iscritto nella lista degli indagati. Poi effettivamente assolto per non aver commesso il fatto, esce a testa alta dall’inchiesta, ma questo non toglie che la serie di opere incompiute o inutili in quell’occasione è eccezionale. Spicca fra tutti la Città dello Sport di Tor Vergata, opera che si sarebbe dovuta comporre di un palasport con 8mila posti, un edificio per la pallanuoto con 4mila posti, una piscina olimpionica esterna con tribune fisse per 3mila posti e una pista di atletica.

Rispetto al progetto originale dell’architetto Santiago Calatrava, quello successivamente approvato nel 2006 costava il doppio, 240 milioni di euro. Dopo l’approvazione (settembre 2006) il Comune di Roma chiese a Calatrava un’ulteriore stesura del progetto, per rendere candidabile la capitale alle Olimpiadi del 2016, col fine quindi di adeguarlo agli standard olimpici. La stesura definitiva venne passata al Comitato Tecnico e Amministrativo del Provveditorato alle Opere Pubbliche il 5 febbraio del 2007 con il risultato che la spesa aumentò raggiungendo i 323 milioni di euro, di cui circa 239 per lavori. A tutt’oggi quell’opera è rimasta incompiuta e nessuno ne può usufruire.

Nel 2009 si svolse anche la sedicesima edizione dei Giochi del Mediterraneo a Pescara: risultarono 37 milioni di euro di buco nel bilancio dei Giochi, mentre venne nominato un Comitato organizzatore composto da 78 membri, quando per le Olimpiadi di Atene ne bastarono 18.

Non c’è nulla di nuovo, in ogni occasione si ripropone tutto allo stesso modo. Gli sprechi pubblici che vanno ad alimentare tangenti e malaffare sono al centro dell’organizzazione dei grandi eventi italiani, potremmo ancora citare gli scandali intorno al MOSE di Venezia che hanno visto al centro delle inchieste Politici, Amministratori ed Imprenditori. Oppure i loschi affari che girano intorno all’EXPO 2015 di Milano che ha portato ad una bufera giudiziaria e a diversi arresti, ma non lo facciamo per non annoiare i nostri lettori.

Ebbene questo è il triste Curriculum Vitae con la quale Roma va a partecipare a questa agognata candidatura. Viene in mente che forse sarebbe bene prima derattizzare e solo successivamente organizzare un Gran Galà

 

 

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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