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accade in questi giorni, Ambiente

Galline di bolina ed Ortaggi in alto mare

Il giro del mondo in completa autosufficienza energetica e alimentare.

Mancano pochi giorni ad un appuntamento importante, Matteo Miceli domenica 19 ottobre parte da Riva di Traiano, a Civitavecchia, per lanciarsi in un avventura che sembra impossibile. Fare il giro del mondo in solitaria su una barca a vela autosufficiente dal punto di vista alimentare. Tutto ciò è possibile grazie ad un orto interno e ad alcune galline che forniscono il giusto apporto proteico, grazie alle uova che depongono. Inoltre Miceli è testimonial di un grande progetto della Fondazione di Liegro, in collaborazione con la ASL RMB e la fondazione D’Harcort che prevede una serie di attività, proprio in ambito marino, destinate a creare socialità e condivisione di esperienze tra ragazzi e addetti ai lavori.

 

di Claudio Auriemma

 

Matteo Miceli con la sua impresa straordinaria dal punto di vista sportivo, vuole in realtà attirare l’attenzione su un problema molto più vasto e complesso. La sostenibilità ambientale. É ormai chiaro che il pianeta terra è entrato in una fase in cui sta soffrendo della noncuranza delle generazioni precedenti che non si sono molto preoccupate di preservarne le risorse. Oggi il clima sta subendo dei cambiamenti ed è necessario occuparsene in fretta.

Matteo Miceli a bordo di ECO 40

Matteo Miceli a bordo di ECO 40

L’esperimento di Miceli vuole attirare l’attenzione proprio su questo, impattare il meno possibile sull’ambiente è la sola via di fuga che abbiamo per non dover vivere in un pianeta distrutto.

Il 19 di ottobre, con un’imbarcazione a vela da lui stesso progettata e costruita nei suoi cantieri navali, i cantieri d’Este, partirà dal porto di Riva di Traiano, a Civitavecchia per compiere una traversata oceanica intorno al mondo in solitaria. Questa di per se non sarebbe una grande notizia visto che sono molti i naviganti che hanno portato a termine questa esperienza. Una notizia invece lo diventa quando l’imbarcazione in questione, l’ECO 40, garantisce un’autosufficienza sia energetica che alimentare al navigante. La barca si autosostiene energeticamente grazie a pannelli fotovoltaici che alimentano sistemi propulsivi innovativi recuperando anche l’energia del mare in caso di mancanza di vento, ma la cosa che ha solleticato di più la nostra attenzione e l’autosufficienza alimentare di questo piccolo ecosistema galleggiante.

ROMA OCEAN WORLD 2014, questo è il nome del progetto che vi stiamo raccontando e che prevede anche una serie di esperimenti scientifici. Miceli durante le sue traversate raccoglierà dei campioni che saranno utilizzati per capire e monitorare il vero stato delle condizioni dei nostri mari.

Per garantirsi autosostenibilità alimentare Matteo Miceli ha creato a bordo di ECO 40 un orto basculante che possa seguire l’inclinazione della barca secondo le varie andature senza soffrirne. In questo orto vengono coltivati ortaggi e fragole. L’apporto proteico è invece garantito dalle uova prodotte da una serie di galline che saranno imbarcate con Matteo e che lo accompagneranno in questa avventura.

Per fortuna le galline non soffrono il mare. Infatti sono state necessarie delle prove per valutare se in condizioni di mare mosso le galline deponevano comunque le uova. Tutto è andato bene, si può quindi partire.

lo schema del processo che garantisce a Matteo Miceli la sostenibilità alimentare

lo schema del processo che garantisce a Matteo Miceli la sostenibilità alimentare

Tutto il viaggio rispetterà poi delle rigide regole che escludono sprechi delle risorse nonché implementano un circolo virtuoso di consumo e riciclo. Un piccolo mondo che vuole rispecchiare un idea di sviluppo sostenibile che sarebbe necessario esportare ovunque per poter garantire alle nuove generazioni di poter frequentare ancora questo pianeta.

Ma l’impegno di Miceli non si limita alla sostenibilità ambientale. É testimonial di un’importante progetto realizzato per fornire nuovi strumenti di socializzazione a ragazzi che stanno attraversando un periodo di disagio psicologico. Un laboratorio di vela creato grazie alla collaborazione tra Fondazione Internazionale Di Liegro, La Fondazione D’Hartcourt, che come la Fondazione di Liegro è impegnata su progetti dedicati al supporto psicologico di chi attraversa periodi di difficoltà e l’Associazione Velica Granlasco di Roma. Questo laboratorio attivo e creativo vuole sviluppare la socialità dei singoli individui responsabilizzandoli all’interno di un equipaggio che ha le sue regole ferree. E’ stato realizzato anche con il supporto del Dipartimento di Salute Mentale della Azienda Sanitaria Locale di Roma B. L’obiettivo terapeutico è infatti quello di favorire la crescita di relazioni nel contesto di uno stato di ansia, mediante l’assegnazione di ruoli, responsabilità, scadenze, traguardi da raggiungere.

I laboratori prevedono una parte teorica e una parte pratica in mare, dopo le varie ore passate a scoprire la teoria della navigazione, i ragazzi che hanno partecipato al progetto hanno avuto la possibilità di navigare in una vera regata che si è tenuta nel tratto di mare tra Riva di Traiano e Giannutri. il Progetto si concluderà a novembre.

 

 

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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