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La Chiesa non si sposta… Per il momento Cesare non avrà quello che gli spetta

Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio. Questo celebre detto, attribuito a Gesù e riportato in diversi vangeli, mai come oggi diventato di attualità.

Alle 9.30 di oggi, nel Palazzo Comunale di San Cesareo, si è svolta la conferenza dei servizi relativa all’approvazione dell’edificazione del nuovo Complesso Parrocchiale San Giuseppe che dovrebbe sorgere a San Cesareo, praticamente sopra alla Villa di Cesare e Massenzio. Uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del Lazio. I tecnici sono stati invitati a esprimere un parere sulla costruzione del complesso della Chiesa già da tempo inserito in un Piano Integrato d’Intervento comprendente una lottizzazione che prevede la costruzione di una nuova Chiesa e di un complesso di edilizia privata. I cittadini intervenuti al sit-in promosso dal Comitato difesa del Territorio, sembrano però gradire più interventi destinati all’edilizia scolastica o al piano dei trasporti urbani piuttosto che nuove abitazioni e centri commerciali. Intanto i magnifici mosaici portati alla luce si deteriorano giorno dopo giorno.

 

di Claudio Auriemma

 

L’ edificio Ecclesiastico dovrebbe sorgere proprio a ridosso delle vestigia di quella che fu la Villa imperiale, prima di Giulio Cesare e poi di Massenzio, scoperta nel 2010 grazie ai sondaggi archeologici avviati per l’edificazione della Chiesa in questione e di una serie di palazzine che dovrebbero formare il complesso edilizio detto “la Pietrara”. La Chiesa, oggetto della Conferenza di oggi, è fortemente voluta dalla diocesi di Palestrina in quanto va a soddisfare un bisogno locale che ha necessità di luoghi di culto e di aggregazione e di conseguenza vuole vederli crescere in quantità e servizi. Nulla da eccepire, salvo la scelta del luogo.

Un momento del sit-in davanti al Comune di San Cesareo

Un momento del sit-in davanti al Comune di San Cesareo

Una serie di tecnici sono stati quindi invitati a confrontarsi, mettendo sul tavolo ognuno gli interessi dell’ente che rappresenta, allo scopo di raggiungere un accordo sulla costruzione di questo edificio di culto che dovrebbe sorgere a ridosso, forse troppo a ridosso, di uno di quelli che possiamo definire come uno dei ritrovamenti archeologici più importanti dell’area Prenestina e forse del Lazio in assoluto. Una sontuosa villa Romana addirittura attribuita a Giulio Cesare e che in seguito fu restaurata dal suo successore Massenzio, ricca di mosaici di inestimabile fattura, una zona termale di dimensioni imperiali, insomma un sito archeologico che non avrebbe nulla da invidiare alla vicina Villa Adriana, già patrimonio UNESCO.

Gli enti invitati alla conferenza sono stati Direzione Regionale MIBAC Lazio, Sovrintendenza Beni Architettonici e ambientali, Autorità Bacino Fiume Tevere, ASL della zona, Ufficio Urbanistica del Comune di San Cesareo. Singoli cittadini o Comitati, portatori di interessi comuni, non sono stati invece ammessi a partecipare alla conferenza dei servizi. Il Comune, interpretando la legge che disciplina la partecipazione delle varie entità alle suddette conferenze, ha stabilito che i Comitati e le Associazioni di cittadini possono solo avere accesso al verbale della conferenza e raccogliendo le proprie osservazioni chiedere la partecipazione a future conferenze sul tema.

Cosa si è deciso in questa conferenza dei servizi di preciso per ora non è dato saperlo, ma qualche piccola anticipazione ve la possiamo dare grazie al parere colto a caldo da alcuni partecipanti alla conferenza che abbiamo intercettato all’uscita dei lavori.

cesare4Abbiamo incontrato il Dott. Alessandro Betori, Funzionario Responsabile di zona della Sovrintendenza Archeologica per il Lazio, che ci ha confidato che “non è stato possibile spostare la Chiesa”. La sovrintendenza ha chiesto un nuovo sito per l’edificazione della Chiesa, ma non ha avuto riscontro nel corso della conferenza? La costruzione dell’edificio di culto sembra essere costretta a insistere sulla stessa porzione di terreno che in parte coinvolge anche le mura della Villa di Giulio Cesare, infatti un muro in particolare sarebbe sepolto dalla costruzione ricadendo esattamente nell’area dove è previsto l’edificio. Vedremo leggendo il verbale quali sono stati i temi affrontati e come sono stati sviluppati.

Altra affermazione del Funzionario è stata quella che considera la realizzazione della Chiesa dedicata a San Giuseppe non necessariamente legata al complesso residenziale facente parte del piano integrato d’intervento (PIN) relativo al progetto La Pietrara. Secondo le sue affermazioni, non è detto che i due progetti di edificazione, ovvero quello della Parrocchia e quello delle unità abitative della Pietrara vivano in sinergia assoluta, ovvero che non è così immediato che se non si fa la Parrocchia non si fanno le palazzine e viceversa. Come a dire possiamo veder bloccata l’edificazione della Chiesa, ma non è detto che non vedremo lo stesso delle gru su quell’area.

Restiamo quindi in attesa di un parere definitivo della Sovrintendenza a tutela di un bene di questa importanza che ci ha garantito il Dott. Betori arriverà al più presto. Il Ministero inoltre avrà diritto di parola nelle decisioni riguardo l’attuabilità del progetto nella figura della Direzione Regionale dei Beni Architettonici e Paesaggistici della quale ancora si aspetta un parere sulla lottizzazione.

Staremo a vedere gli sviluppi di questa che sembra una rete molto complessa di interessi. La proprietà, il Comune, la Curia che ovviamente ha ben capito che un sito archeologico a ridosso della Chiesa può essere un eccezionale punto di attrazione.

Apprendiamo però con preoccupazione, nel frattempo, che i sondaggi sul terreno deputato alla costruzione della Chiesa ancora non sono stati effettuati, si parla infatti di sondaggi futuri nella conversazione con il Funzionario. Ulteriore motivo di allarme è il fatto che non è chiaro se sul territorio intorno alla lottizzazione sia stato prevista una Buffer Zone, ovvero una zona di rispetto, destinata ad essere protetta da qualsiasi edificazione o infrastruttura allo scopo di garantire eventuali scavi futuri alla ricerca di altri reperti.

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

Discussione

Un pensiero su “La Chiesa non si sposta… Per il momento Cesare non avrà quello che gli spetta

  1. La villa è patrimonio comune, va difesa da tutti gli abitanti del territorio prenestino.

    Pubblicato da Renata D'Ascia | 24 settembre 2014, 09:25

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