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Ambiente

Approvato lo “sblocca l’Italia”, quella del cemento

Quattro frecce per la banda larga, la connessione web può anche aspettare, previsti solo sgravi fiscali inferiori alle aspettative, alla fine, dell’informazione o della dis-informazione che gira in rete se ne può anche fare a meno per il momento. Grandi abbracci invece al consumo di suolo e pacche sulle spalle ai Sindaci che hanno opere in sospeso che vorrebbero veder completate, ma che quei quattro “comitatini”, tanto cari al mostro Premier, non fanno altro che intralciare con la richiesta di obsoleti strumenti democratici come le conferenze dei servizi e le proteste pacifiche. Anche le sovrintendenze archeologiche, hanno l’ardire di imporre polverosi nonché noiosi vincoli a costruire, ma il nuovo decreto le mette finalmente al loro posto.

 

Sugli sgravi destinati alla realizzazione della rete a banda larga è giallo. Neanche un Euro è stato destinato a questa “infrastruttura”. Si parlava almeno del 50 % di defiscalizzazione, ma on line le informazioni parlano di un 30% al massimo. Se ne prevedeva uno sgravio del 70% alla vigilia del decreto nelle zone considerate “aree bianche” ovvero a fallimento di mercato, dove cioè senza incentivi non sarebbe redditizio l’investimento privato destinato a tale risorsa.

picture-2814-zoomAlla fine questo decretone che più che sblocca Italia ci verrebbe da chiamarlo Deroga Italia, non fa altro che, come al solito, incentivare nuovo consumo di suolo, destinando 3,8 miliardi di Euro a grandi opere edilizie ed in cantieri. Pochi rispetto alla promessa Renziana di stanziare ben 43 Miliardi di Euro a tale scopo, fatta nel corso dell0 scorso agosto.

Si riparte con i cantieri già finanziati, ovvero opere “cantierabili da subito”. Parliamo dell’Alta velocità e la ferrovia Palermo-Messina. Sempre che le opere partano entro l’1 novembre 2015 “pena la perdita del finanziamento”. Si parla di un nuovo lodabile sprint alla Metro romana oltre che interventi a Firenze, Torino e Napoli.

Chi beneficia di questo danaro? non è un segreto. L’attenzione è puntata principalmente sui privati e sui gestori autostradali che, in presenza di investimenti, si vedono prolungare il periodo di concessione. Il “project Financing” ovvero quello strumento economico che incentiva i privati ad investire capitali nella realizzazione di un opera per garantirsene l’usufrutto, trova un vero alleato in questo decreto. Vengono incentivati questi progetti grazie all’abbassamento del tetto di accesso. Mentre prima era necessario presentare e garantire la possibilità di realizzare un progetto dal valore di 200 Milioni di Euro, oggi, grazie al decreto, anche un progetto di soli 50 Milioni di euro può accedere ai progetti destinati al “project Financing”.

La mappa del percorso del metanodotto che dall'Azeirbaijan porterà gas Russo fino in Italia

La mappa del percorso del metanodotto che dall’Azeirbaijan porterà gas Russo fino in Italia

Salta invece invece l’ecobonus del 65% per le riqualificazioni energetiche, ma a proposito di Energia c’è l’ok definitivo al gasdotto Tap, il Trans Adriatic Pipeline, che porterà gas Russo fino in Salento, facendo saltare sulla sedia Comitati e istituzioni. Questo metanodotto lungo 871 chilometri e che collegherà l’Azerbaijan con l’Europa, dopo aver attraversato per 510 chilometri la Grecia e per 151 l’Albania. Finirà la sua corsa in provincia di Lecce, a San Foca (marina di Melendugno). I gestori della compagnia assicurano impatto zero con l’ambiente, ma come diceva Giulio Andreottia pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina…”. Viene incentivata inoltre la ricerca e lo stoccaggio di idrocarburi nazionali ovviamente in procedura di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Pertanto in situazione di completa deroga da vincoli ambientalistici e paesaggistici.

Un grande regalo viene fatto anche ai Sindaci che hanno delle opere incompiute a causa di ostacoli posti da conferenze dei servizi e da comitati contrari a vederle realizzare. Dei 3,8 miliardi oggetto della manovra, 600 milioni sono destinati a quei Sindaci che, nelle mail inviate a Palazzo Chigi segnalavano le loro difficoltà a portare a termine opere previste e che vedono nella deroga al patto di stabilità la possibilità di realizzare progetti anche in contrasto con il volere dei cittadini ma che possano garantire di far cassa a breve termine. Un Italia che raschia il barile pur di sopravvivere.

Valutiamo positivamente invece la possibilità di realizzare lavori di ammodernamento all’interno della propria abitazione grazie ad una semplice comunicazione all’amministrazione, anche se vorremmo vedere un serio piano di gestione dei residui inerti che vediamo sversati quotidianamente sulle nostre consolari. Segno di una carenza normativa atta a regolare l’accesso ai punti di raccolta da parte di chi fa lavori edili in casa in regime di economia.

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Discussione

2 pensieri su “Approvato lo “sblocca l’Italia”, quella del cemento

  1. Spendiamo male gli ultimi soldi rimasti. Interessante il dettaglio circa la banda larga: evidentemente pensano che sia più comodo mandare un autocarro con un sacco pieno di lettere che non spedire delle email.

    Pubblicato da fausto | 1 settembre 2014, 19:36
  2. In perfetto stile Italiano, proprio ora ho attaccatto il telefono con un gestore telefonico che per disdire un contratto mi ha chiesto una raccomandata. Alla mia richiesta di un sistema in linea con il millennio e meno medioevale di comunicazione tipo una mail via PEC mi ha risposto “no è possibile solo inviare una raccomandata”. Manca poco e mi chiedevano un dispaccio da portare con un motociclista con sidecar, caschetto sopra le orecchie e occhialetti da saldatore

    Pubblicato da Claudio Auriemma | 1 settembre 2014, 19:50

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