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Ambiente, Salute

Mare Nostrum

Anche quest’anno, il bilancio di Legambiente sulla salute dei nostri mari è alquanto preoccupante.Il 55% dei campioni prelevati da Goletta Verde, durante il suo viaggio lungo le coste italiane, è risultato fuori legge. La nostra Regione si aggiudica il secondo posto nella classifica negativa della depurazione delle acque e l’informazione ai bagnanti e scarsa, incompleta o inesistente. Anche il sito del Ministero che dovrebbe informare i cittadini sullo stato di salute delle coste, pare sia solo un grande bluff. Gli abitanti dell’area Prenestina, nelle loro gite giornaliere presso le spiagge della Regione prediligono litorali a nord e a sud della Capitale. Vediamo quale è lo stato di salute dei nostri mari e facciamo un piccolo tour fotografico in Italia per ammirare ciò che non vorremmo mai aver visto.

 

Di Claudio Auriemma – foto Marco Valle/Legambiente

 

Ben 264 sono stati i prelievi di acqua realizzati dai tecnici di Legambiente nel corso della Campagna “Goletta Verde 2014”.

golettaslideIl 55% di questi campioni è risultato fuori legge per i parametri microbiologici previsti dalla normativa. Un sito inquinato ogni 51 Km di costa. Maggiormente le aree inquinate si trovano in prossimità di fiumi, canali e scarichi sospetti. Inoltre la mancanza di un numero adeguato di impianti di depurazione non aiuta certamente la salute dei mari. Si parla di 12 Milioni di abitanti che non hanno un trattamento adeguato delle acque. Il Record in negativo va alla Campania, seguita da Lazio e Lombardia. Sono 124 i campioni inquinati prelevati presso foci di fiumi, canali e scarichi e addirittura 22 campioni risultati inquinati sono stati prelevati lungo spiagge affollate da turisti.

Abruzzo e Marche cumulano la più alta percentuale di punti critici. Regioni penalizzate anche dalle forti precipitazioni avvenute in prossimità temporale con i prelievi e dalla grande quantità di corsi d’acqua che sfociano a mare. A seguirle a breve distanza sono Calabria e Lazio, rispettivamente con il 79 e 75% dei punti risultati critici. Il risultato migliore è quello relativo alla Sardegna che presenta solo il 10% di punti inquinati.

Questa condizione è purtroppo causata, oltre che dagli scarichi industriali, principalmente dalla mancata depurazione delle acque che investe un italiano su tre. Questa condizione ha costretto la Commissione Europea ad aprire la terza procedura di infrazione per il mancato rispetto della direttiva sulla depurazione degli scarichi civili. Il procedimento riguarda 880 agglomerati urbani in tutta Italia, il 28% del totale, per l’inadeguato trattamento degli scarichi fognari.

tabella prelievi

La tabella che descrive il risultato dei prelievi nella nostra Regione

Come vanno le cose nella nostra Regione? Male. Molto male. Il 75% dei prelievi effettuati raccontano di un mare messo a dura prova dalla pochezza di interventi a tutela dei 329 Km di costa che vanta la nostra Regione. Un risultato sconfortante, su 24 prelievi 18 sono risultati inquinati ed in particolare di questi, ben 13 sono i siti risultati “fortemente inquinati”. Un Lazio da Bollino Rosso quindi. Oltre a non essere affatto migliorata la situazione rispetto all’anno precedente, se vogliamo, in alcuni luoghi e persino peggiorata. Sarebbe necessario che sia la Regione che i singoli Comuni si attivino per colmare questo grave deficit depurativo che può compromettere il Turismo oltre che la salute della flora e della fauna. Gli scarichi a mare ovviamente riguardano anche acque che provengono da aree interne ed arrivano a mare grazie ai corsi d’acqua. Le procedure di infrazione della Commissione Europea si riferiscono infatti ad aree metropolitane importanti della Regione quali:

Roma (con 2milioni 768mila abitanti equivalenti); di Anagni (20.267 a.e.), di Fontana LiriArce (9mila a.e.), di Monte San Giovanni Campano (9.100 a.e.), Orte (7.500 a.e.) e Piglio (4.800 a.e). Questi agglomerati risultano non conformi all’art.4 in quanto non è stato dimostrato che tutto il carico generato riceve un adeguato trattamento delle acque

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, ha dichiarato che “Non si tratta più soltanto di danneggiare ambiente e salute, perché oltre il danno rischiamo di subire per l’ennesima volta la beffa di pagare multe salatissime all’Unione Europea che graveranno su tutti i cittadini. Soldi che potrebbero essere, invece, investiti sull’adeguamento dei depuratori.”…”Non possiamo proseguire in questo modo uccidendo i nostri corsi d’acqua e il nostro mare. Non va meglio neanche sul fronte dell’informazione ai cittadini. La vigente direttiva sulle acque di balneazione impone, infatti, ai Comuni di divulgare l’informazione sulla qualità dei singoli tratti di mare, ma in molti luoghi non c’è traccia di cartellonistica informativa”. Inoltre da singole interviste ai bagnanti, è risultato che molti ignorino completamente la condizione del mare che abitualmente frequentano.

I mari dove si riversano gli abitanti dell’area Prenestina nel periodo estivo, principalmente sono quelli del litorale di Ostia, fino a Civitavecchia e a sud da Nettuno fino a Fondi e Terracina.

A qualsiasi ora i campioni arrivino al laboratorio mobile iniziano le analisi microbiologiche. Partendo dalla preparazione dei campioni, seguono le operazioni di filtrazione e le conte delle piastre già analizzate nei giorni precedenti.

Addirittura 12 dei 13 prelievi effettuati nella provincia di Roma hanno evidenziato cariche di inquinanti ben al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Per 10 di questi punti il giudizio è di “fortemente inquinato”. Il primo è quello nel comune di Santa Marinella (alla foce del canale sul Lungomare Pirgy in località Santa Severa), dove nei giorni scorsi gli attivisti di Legambiente hanno messo in atto un’azione di protesta proprio per chiedere alle autorità di risolvere la palese immissione nelle acque del mare di reflui urbani non depurati da alcuni tubi presenti sulla spiaggia. “Fortemente inquinanti” – così come lo scorso anno – i prelievi effettuati a Marina di Cerveteri (alla foce del fosso Zambra); a Ladispoli (foce Rio Vaccina); a Fiumicino (foce Canale dei Pescatori); a Roma-Ostia (foce del fiume Tevere); nei due punti analizzati a Pomezia, entrambi a Torvajanica (alla foce canale altezza via Filadelfia e alla foce canale all’altezza di via Siviglia); ad Ardea (foce del fosso Grande). Rispetto allo scorso anno i tecnici hanno analizzato anche due nuovi punti, anche questi giudicati “fortemente inquinati”: ad Anzio (Lido dei Gigli alla foce del fosso Cavallo Morto – Lungomare delle Sterlizie) e a Nettuno (nella affollatissima spiaggia a destra della foce del fosso Loricina).

Salerno, Agropoli, Foce del Fiume Solofrone. Parte integrante del lavoro dei tecnici di Goletta Verde è quello di documentare e riportare la realtà che si incontra lungo la costa. Le schede di campionamento riportano con rigore, come previsto dalla normativa, i dati geografici e la georeferenziazione del punto, le condizioni meteo-climatiche e meteo-marine, le note dei tecnici per descrivere il punto di prelievo, il suo raggiungimento e le sue criticità.Giudicati “inquinati” invece gli altri due punti di prelievo effettuati a Roma-Ostia (Foce canale spiaggia presso cancello n.1) e a Ladispoli (foce fiume Statua). Unico punto risultato con valori di inquinanti nella norma, nella provincia di Roma, è stato quello alla spiaggia a sinistra della foce del Rio Torto a Pomezia. Due, invece, i prelievi effettuati in provincia di Viterbo, uno dei quali fortemente inquinato (quello alla foce del fiume Marta in località Lido di Tarquinia) e uno nella norma (a Montalto Marina, alla foce del fiume Fiora). Anche in provincia di Latina sui 9 campioni prelevati dai tecnici di Goletta Verde ben 5 sono risultati con una carica batterica elevata. A San Felice Circeo e a Gaeta sono stati effettuati due prelievi: in entrambi i casi è risultata fortemente inquinata l’acqua prelevata alla foce di due torrenti (per il primo comune è stata analizzata la foce del torrente Vittoria e per il secondo quella del torrente Longato), mentre nella norma quella prelevata nelle spiagge limitrofe, grazie alla capacità di diluizione del mare, ma per azzerare il rischio di inquinamento è urgente risolvere anche il problema dell’apporto inquinante dei corsi d’acqua vicini risultati invece con elevate cariche batteriche. “Inquinate”, inoltre, le acque prelevate nella spiaggia di Gianola a Formia (spiaggia presso Rio Santacroce) e a Marina di Minturno (alla foce del fiume Garigliano). Entro i limiti di legge, infine, gli inquinanti riscontrati a Terracina (foce del canale Sisto, in località San Vito) e a Fondi (foce canale Sant’Anastasia). Da questo link è possibile visualizzare la mappa interattiva del monitoraggio, con i punti di campionamento e i risultati delle analisi.

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La triste condizione dei mari italiani è stata sintetizzata in modo molto efficace da un reportage fotografico realizzato da Marco Valle. “La culla dell’Italia tra illegalità e offesa. Il viaggio di Goletta Verde nei mari italiani“. In ventitré scatti ci racconta come il mare è ancora troppo spesso sfruttato e oltraggiato, oltre che documentare il lavoro svolto dal personale di Goletta Verde

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

Discussione

2 pensieri su “Mare Nostrum

  1. buon giorno e complimenti per il lavoro svolto in difesa dell’ambiente, mi riferisco in particolare al sito denominato Passarano comune di Gallicano nel Lazio, non si è detto che l’area di discarica e l’avio superfice son dei siti archeologici importantissimi dove anche ad occhio nudo si possono trovare reperti quali monete e corniole romane e greche. Questo potrebbe andare irrimediabilmente perduto perchè nessuno ne parla?

    Pubblicato da roberto | 4 settembre 2014, 11:55
    • Grazie del suo Contributo, la prego di continuare a seguiri anche sulla versione cartacea presto in distribuzione gratuita nell’area Prenestina. Ci faccia avere contatti con chi ha reperito questi reperti, potrebbe essere importante

      Pubblicato da Claudio Auriemma | 4 settembre 2014, 15:21

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