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Ambiente

Sei sicuro di mangiare sicuro?

Pesce al Mercurio, pomodori dal Marocco ricchi di antiparassitari che la commissione europea ha vietato. Il panorama alimentare proposto dalla grande distribuzione potrebbe celare degli inganni. Ci viene presentato tutto come buono e genuino ma in realtà ci sono tante piccole o grandi irregolarità che una “neonata” commissione parlamentare di inchiesta cerca di portare alla luce per garantire la sicurezza alimentare della popolazione. Noi, comunque, consigliamo di uscire dal tunnel della grande distribuzione. Compriamo a Km 0. Spendiamo la stessa cifra ma creiamo una economia sostenibile e ci guadagna anche la nostra salute.

 

Uno degli alimenti principe della nostra alimentazione è il pesce. Celebrato da tanti nutrizionisti per le sue caratteristiche ipocaloriche e la presenza di omega 3 dovrebbe essere consumato con regolarità da adulti e bambini in modo da garantirci un’alimentazione varia, ricca di proteine e povera di grassi.

Ma il pesce che mangiamo è sano? Sono sani anche gli altri alimenti che compriamo quando andiamo a fare la spesa in un normale supermercato? Leggendo le ultime notizie sembra proprio di no. Tanto è che stato necessario creare una commissione di inchiesta parlamentare sulle contraffazioni anche in campo alimentare, Presieduta dall’ex Ministro alle politiche agricole Mario Catania e diretta da Colomba Mongiello (PD) e Francesco Cariello (M5S).

Questa commissione vuole far luce su tutte le varie anomalie che possono trovarsi negli alimenti che regolarmente riempiono le buste della spesa degli Italiani.

sicuro di mangiare sicuroPer fare un esempio, in questi giorni vediamo una massiccia importazione di pomodori da alcuni paesi del nord Africa. In quei paesi viene consentito l’uso di alcuni nati parassitari che le norme europee non consentono perché ritenuti dannosi alla salute umana. Il costo di questi pomodori è molto basso quindi oltre che essere pericolosi per la salute, generano un regime di concorrenza sleale nei confronti di agricoltori locali che fanno un prodotto migliore e che rispetta della caratteristiche di qualità. Non si può parlare di allarmismo visti i vari casi di intossicazione avvenuti sia in Francia che in Repubblica Ceca. Ma non solo solo i pomodori ad arrivare dall’estero a prezzi stracciati, ma anche pesce spada o verdura, che viene acquistata a pochissimo e rivenduta a prezzi di mercato europeo, garantendo un ricarico da record alla grande distribuzione.

Ma torniamo per un attimo al pesce di cui parlavamo in apertura dell’articolo. Anche in questo caso bisogna stare molto attenti, non solo alle sofisticazioni o alle importazioni avventurose, ma bisogna stare attenti alle nostre abitudini comportamentali. In un controllo della ASL di Torino è stato trovato del pesce spada affumicato con una concentrazione di mercurio due volte superiore al consentito. In uno studio, pubblicato sulla rivista Environmental Health Perspective periodico online dell’Istituto nazionale dei servizi per la salute ambientale degli Stati Uniti si è rilevato che una serie di sintomi anomali si notavano in consumatori abituali di pesce. Questa forma di anomalie erano create dalla presenza di Mercurio all’interno del pesce di cui si nutrivano. I sintomi erano capelli che cadono, fatica, depressione, mal di testa, difficoltà di concentrazione. Tutto scompariva eliminando il pesce dalla dieta.

Da dove viene il Mercurio presente nel pesce? Semplice, non certo dal pesce stesso, siamo noi che con i nostri scarti riempiamo le sue carni di metalli pesanti provenienti dai rifiuti che finiscono in mare. Sembra assodato che i pesci di taglia grande come Tonno e Pesce spada siano più soggetti ad accumulare mercurio, mentre quelli di taglia piccola come alici e gamberetti, presentano una concentrazione di mercurio molto minore. Tutto ciò che buttiamo in mare direttamente o indirettamente sta inquinando gli oceani a tal punto che i loro abitanti stanno assimilando sempre di più sostanze tossiche che poi ci ritroviamo nel piatto. Come al solito il genere umano si autocondanna ad una esistenza a rischio grazie ai suoi comportamenti scellerati.

Soluzioni? Ci sono. Utilizzare al meno possibile la grande distribuzione. Cercare di crearsi una rete per acquistare a km 0 carne, ortaggi e quanto serve alla nostra alimentazione. Il pesce ovviamente è un atto di fede ma avere un piccolo fornitore di fiducia ci mette al riparo dai grandi rischi che possono nascere da esperimenti speculativi della grande distribuzione.

Inoltre acquistare da piccoli produttori disincentiva l’utilizzo di imballaggi che vediamo proliferare a dismisura. Addirittura le mele, in un noto supermercato Francese, le abbiamo viste imballate una ad una. In un mondo che ha bisogno di limitare la produzione di rifiuti è un’assoluta aberrazione. Se ne sono accorti a Berlino dove nel corso di questa estate nascerà il primo supermercato ad imballaggio zero. Nato dall’idea di due ragazze, vuole incentivare la riduzione dello spreco e della vendita sostenibile anche per l’ambiente.

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