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Ambiente

Piccole discariche crescono

Viaggiando lungo le strade del nostro territorio, notiamo una continua proliferazione di discariche abusive sui cigli delle strade provinciali, negli anfratti boschivi e sulle piccole strade di campagna. Un problema che le amministrazioni cercano di affrontare quotidianamente grazie a campagne di pulizia estemporanea delle aree interessate o grazie al controllo, ma pare che tutto ciò non basti. Abbiamo chiesto ad un Consigliere Comunale di Gallicano del Lazio, che ha scritto recentemente una lettera aperta ai Sindaci della zona chiedendo attenzione sul problema, se secondo lui esiste un vuoto normativo oppure se è solo inciviltà e sopratutto quali possono essere le possibili soluzioni.

 

di Redazione

 

GP: Dott. Galli, lei è Consigliere di minoranza al Comune di Gallicano eletto nella lista Progetto Comune. So che recentemente ha inviato una lettera aperta a vari Sindaci nella quale evidenzia il problema del proliferare delle discariche abusive lungo le strade dell’area Prenestina. Da cosa nasce secondo Lei questo problema, è solo inciviltà oppure esiste un vuoto normativo che incentiva questi vandali ad aggredire il territorio?

 
MG: Io ho scritto ai Sindaci evidenziando che il nostro territorio è quanto di più importante e prezioso possa esprimere la campagna romana. Tale area, caratterizzata da fortissime presenze di risorse naturalistiche e storico-archeologiche potrebbe diventare il volano di una economia diffusa sul territorio tale da portare ricchezza e benessere per le comunità cittadine che vi risiedono. Purtroppo, da tempo, il triste fenomeno delle discariche abusive di rifiuti fa scempio di questo territorio. Le amministrazioni sono a conoscenza di tale fenomeno e, nella scarsità delle proprie risorse, fanno molto per reprimerlo e spesso prevenirlo, ma tutto ciò sembra proprio non bastare. Non esiste alcun vuoto normativo in tal senso, le discariche di inerti esistono, sono aperte a tutti e a costi accesibili. Tra l’altro se guardiamo bene i materiali abbandonati lungo le strade non sono solo inerti ma anche residui di cantine, frigoriferi e tante altre cose che si potrebbero tranquillamente portare all’ecocentro

 
GP: Mi sono informato grazie alla consulenza di un architetto, che mi ha spiegato bene il problema degli abbandoni di materiale edile e di arredamento lungo le strade e mi ha descritto con chiarezza che spesso a suggerire di scaricare lungo le strade nasce sopratutto dall’esigenza di invisibilità di alcune piccole ditte che lavorando al nero non vogliono avere rapporti con strutture di conferimento in modo da potersi garantire una sorta di anonimato che gli consenta di continuare di lavorare senza rientrare nel regime fiscale. Condivide questa posizione?

 

Una delle tante discariche presenti sul territorio dell'area Prenestina

Una delle tante discariche presenti sul territorio dell’area Prenestina

MG: Esatto. Molti dei materiali che vediamo abbandonati in realtà, come le dicevo, sarebbero normalmente accolti presso le isole ecologiche o le discariche di inerti sparse sul territorio e addirittura godrebbero di un regime di incentivi per poter essere smaltiti. I frigoriferi per esempio o i “rifiuti” tecnologici come i televisori. Un divano poi è addirittura un chiaro segno di cialtronaggine, in qualsiasi isola ecologica potrebbe tranquillamente essere confertito. Questa è solo incivilità e come tale va combattuta. É una piaga sociale, ambientale e sanitaria a tutti gli effetti.  Per questo o chiesto ai Sindaci di far fronte comune nell’impegno di sollecitare il reperimento di  risorse per monitorare costantemente il territorio, presidiarlo efficacemente e preservalo in futuro.

 
GP: Quali sono le sue proposte, o quelle della lista da Lei rappresentata per arginare quello che sembra solo un problema di scarsa attenzione all’ambiente piuttosto che un problema legato alla crisi?

 
MG: Le azioni potrebbero così sintetizzarsi:
1) controlli sul conferimento dei rifiuti: La piena collaborazione dei cittadini è un requisito indispensabile. Segnalassero l’insorgere di nuove discariche e si sensibilizzassero sui temi della raccolta differenziata, ormai attiva su molti Comuni dell’Area Prenestina.
2) creazione di una “task force” impegnata nei controlli, composta da associazioni e comitati civici, per effettuare i controlli tramite squadre di volontari formati e autorizzati a controlli ambientali, con la qualifica equiparata a quella di pubblico ufficiale (es. guardie ambientali) e che possano agire anche nei territori limitrofi alla loro stessa competenza territoriale;
3) realizzazione di campagne informative e formative a livello scolastico sul tema della gestione dei rifiuti e della salvaguardia del proprio territorio; Aspettiamo ancora la pubblicazione di un bilancio sociale della raccolta differenziata che aiuterebbe i cittadini a capire la destinazione del loro impegno.
4) censimento e mappatura costante delle discariche rilevate.

E sopratutto, obbligare i proprietari delle aree a rimuovere i cumuli di rifiuti oltre che a rendere impossibile l’abbandono in quei luoghi grazie alla videosorveglianza o alla recinzione regolata delle vie di accesso.

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Discussione

Un pensiero su “Piccole discariche crescono

  1. non sono d’accordo su chi sia a buttare i rifiuti ne sul fatto che siano le piccole ditte che lavorano in nero a suggerire di farlo, sono persone, se così possono essere definite, incivili maleducate e stupide certi di farla franca tanto nessuno controlla.
    Possibile sia così difficile utilizzare qualche telecamera sistemata a mestiere?

    Pubblicato da Stefania | 5 agosto 2014, 23:15

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