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Ambiente, Eventi, Arte e Cultura

Biogas, Pericolo scampato? Cosa altro ci aspetta? Il Gallo Parlante intervista il Sindaco Accordino

Il Gallo Parlante ha incontrato il Sindaco Accordino durante un importante conferenza dedicata alla promozione della Via Francigena del Sud. Bella iniziativa, ma stridente con una serie di progetti obsoleti di sviluppo che sono giustificati con l’esigenza di far cassa. Notiamo però che spesso questo tipo di sviluppo è stato abbandonato in altre aree geografiche dove vengono utilizzate le poche risorse turistiche e culturali sfruttandole al massimo. Noi siamo seduti su un immenso patrimonio storico e culturale, ma il cemento sembra la nostra unica risorsa.

 

di Claudio Auriemma – foto: Manuel Marraffa

 

Venerdì 30 maggio, il Comune di Gallicano nel Lazio ha organizzato una conferenza dedicata alla comunicazione della Via Francigena. Quell’importante corridoio percorso da Pellegrini, mercanti e soldati che dalla Francia arrivava a Brindisi, dove imbarcarsi per la terra Santa. Una via creata in epoca romana, diversi secoli prima di Cristo, ed utilizzata fino al tardo medioevo.
Tra i vari percorsi della Francigena, uno dei più importanti, passa proprio nell’area dei Monti Prenestini, ed in particolare interessa il Comune di Gallicano. In questa zona, la strada era addirittura più larga perché molto frequentata.

La Via Francigena nel tratto che interessa Ponte Amato

La Via Francigena nel tratto che interessa Ponte Amato

Iniziativa assolutamente lodevole, interessante e che ha visto la partecipazione di relatori altamente qualificati. Affascinanti tutti gli interventi al punto da risvegliare e sottolineare alcune incongruenze sul sistema sviluppo-paese.
Ascoltando i relatori, si percepisce chiaramente che chi abita in questa zona e chi la amministra è seduto su un immenso patrimonio. Archeologico, Artistico, Storico, Culturale, Paesaggistico e Turistico. Niente di più facile avere l’idea di doverlo sviluppare con progetti che ne sottolineino la propria natura intrinseca. In tutto il Mondo quando si hanno a disposizione tali ricchezze, vengono sfruttate. La cronaca degli ultimi anni ci insegna che le aziende produttive, le fabbriche, le acciaierie possono essere delocalizzate in zone del mondo più competitive per costi della mano d’opera o per condizioni fiscali più agevoli. Il patrimonio storico e paesaggistico non si può delocalizzare. Il Colosseo è lì e lì resterà. Villa Adriana continuerà per sempre a guardare Tivoli e l’antico basolato della Francigena potrebbe rivivere, guidando e suggerendo ai nuovi viaggiatori di creare indotto presso le attività produttive locali: ristoranti, bed&breakfast, aree pic-nic, Musei, Luoghi d’arte e quant’altro.

Le Amministrazioni però sembrano non cogliere questa opportunità. Il modello di sviluppo proposto ai cittadini è sempre lo stesso. Cemento, industria, capannoni, autostrade e addirittura cimiteri. Un modello vecchio di sviluppo che alcuni Comuni in Italia hanno abbandonato, per non parlare di quello che fanno all’estero, ma che da noi sembra invece vada ancora molto di moda. Possiamo chiamarla un Amministrazione “Vintage”.
É stata scelta una area ben precisa, la tenuta agroalimentare di Passerano, e su questa si vogliono far gravare tutti i progetti “produttivi” vecchio stile, che possano far cassa. Far cassa per i cittadini? Viene da chiederselo. A chi serve la centrale Biogas, il cui progetto oggi pare sia messo in discussione. A chi serve il Cimitero di 120.000 loculi? Autorizzato solo in parte da una recente delibera. A chi serve una schiera di capannoni probabilmente sfitti a causa della tremenda crisi che sta investendo un paese (Italia) estremamente competitivo all’estero ma che ha una regressione generale nella domanda di acquisto interna (dati Banca d’Italia n.d.r). A chi serve un autostrada a pedaggio che continua a girare intorno alla Capitale, senza dare la possibilità a chi ne ha bisogno di raggiungerla e che devasterebbe il territorio scavando in area archeologica, tagliando vigneti ed altre oscenità. In altre parti del mondo se fai delle proposte del genere probabilmente chiamano la neuro, in Italia invece se ne discute.

Il Sindaco Marcello Accordino in un momento della Conferenza. Alla sua destra il Prof Zaccaria Mari, Archeologo

Il Sindaco Marcello Accordino in un momento della Conferenza. Alla sua destra il Prof Zaccaria Mari, Archeologo

Il Gallo Parlante, cogliendo queste incongruenze tra sviluppo industriale e sviluppo culturale, ha voluto, al latere della conferenza, incontrare il Sindaco di Gallicano nel Lazio Prof. Marcello Accordino e fargli alcune domande per capire e divulgare quale sia il modello di sviluppo di un territorio che lui ha in mente. Come sia possibile rendere compatibile lo sviluppo turistico con cimiteri, centrali o capannoni. Di seguito il testo dell’intervista.

GP: Siamo con il Sindaco di Gallicano nel Lazio Dott. Marcello Accordino. Il Gallo Parlante collabora inoltre con  Memo – Grandi Magazzini Culturali una testata nazionale dedicata alla cultura, per realizzare un lungo reportage sulle vie Francigene. Ci è stato chiesto di seguire da vicino questo tratto della via Francigena del Sud, per vicinanza territoriale e perché abbiamo sollevato alcune criticità che ci sembra importante sottolineare.

MA: conosco molto bene il progetto, seguito dall’ On. Silvia Costa che oltre che inaugurare il breve tratto di Ponte Amato, che visiteremo nel pomeriggio, ci ha dato appoggio nella serie di iniziative che abbiamo messo in atto in passato. Abbiamo anche organizzato incontri con Il presidente delle Vie Francigene che era l’allora Sindaco di Rimini. Sulla Via Francigena ci lavoriamo da circa 8 anni, finalmente qualche finanziamento è arrivato ed è ora che noi Comuni ci diamo da fare.

GP: Noi apprezziamo molto l’impegno e troviamo importantissima la difesa di un territorio così importante, ma come Gallo Parlante non possiamo non dare una lettura critica e non possiamo fare a meno di notare che ci sono alcune incongruenze tra il modello di sviluppo proposto in occasioni come questa, in cui viene valorizzata la storia e il territorio, e i progetti di cementificazione industriale o edilizia che gravano sulla stessa area. Ho Parlato con il Prof. Zaccaria Mari, archeologo,  uno dei relatori di questa conferenza, e mi ha spiegato che la Via Francigena passa anche in quel tratto di territorio oggetto dei tanti progetti industriali, cimiteriali o cementizi, che Lei ha autorizzato con una delibera Comunale il 30 di Aprile di quest’anno. Non le sembra incongruente?

MA: Attenzione bisogna fare chiarezza, la Via Francigena in realtà, il tratto che abbiamo restaurato e sui cui abbiamo investito dei  fondi in realtà corre dall’altra parte della Prenestina rispetto ai luoghi interessati dai vari progetti. Venendo da Roma, la via Francigena corre sul lato destro

GP : ma non le sembra in incongruenza proporre un modello di sviluppo turistico ed archeologico di una zona e nello stesso tempo destinarla a sfruttamento industriale o cementizio?

MA  : No, non è un incongruenza, perché al di là di quello che voi continuate a scrivere e a me dispiace, anche se colgo lo stimolo alla discussione. L’Amministrazione è stata sempre aperta al dialogo abbiamo fatto due consigli Comunali aperti e non c’è stata tutta questa partecipazione di tecnici che era stata paventata anche perché secondo me crescere è un fatto importante. Io le potrei ripetere quello che ha detto il Prof Gui all’inizio della conferenza: è importante tutelare i beni ma per farlo bisogna avere anche i soldi. Noi in quella zona abbiamo tre progetti, il primo partì nel 2006, ovvero il Piano degli insediamenti produttivi iniziato con le precedenti amministrazioni, sono ad oggi stati fatti tutti i sondaggi archeologici ed è ad oggi al suo iter conclusivo. Poi c’è questo problema dell’impianto di compostaggio.

GP: adesso lei parla di impianto di compostaggio fino a tempo fa parlava di biogas

MA: da sempre parlo di Compostaggio, si vada a leggere il mio programma elettorale

Un rendering del Progetto della Centrale di Produzione elettrica da Biogas che doveva nascere in località Passerano

Un rendering del Progetto della Centrale di Produzione elettrica da Biogas che doveva nascere in località Passerano

GP: abbiamo letto il progetto e parla di un impianto di produzione di energia elettrica da biogas

MA: Io,  non per prendere le distanze dalla precedente amministrazione, della quale ero vicesindaco, quindi ho condiviso tutte le scelte, appoggiai un progetto di compostaggio ad altissima qualità. L’impianto era legato ad una serie di incentivi basati sulla tecnica dell’impianto e ad un certo tipo di progettazione dello stesso. Nel corso degli anni questo sistema è variato, oggi il regime degli incentivi è diverso. Non lo dico adesso dopo tutte queste polemiche, i consigli comunali, Valle martella che politicamente vuole cavalcare l’onda, Nel tempo si è variato il progetto e la sua compatibilità. Durante la riunione che abbiamo tenuto in Regione Lazio, L’assessore Civita ha detto che il Biogas è caduto come incentivi e oggi è il caso di rivedere il progetto pensando ad altro che può essere Biometano o compostaggio aerobico od altro, tra l’altro io non ho capito bene da dove vengono tutte quelle cose che sono state scritte, anche sul suo giornale, io non lo seguo, mi è arrivato qualcosa. Ma l’impatto sull’ambiente io lo conosco bene, sono medico, vivo qua a Gallicano con due figlie. La bassa politica porta a distorcere l’informazione

GP: Sindaco, la seguo, però sta uscendo fuori tema, la mia domanda era: sono compatibili i progetti che lei sponsorizza con lo sviluppo turistico, agroalimentare e archeologico della zona?

MA: non esco fuori tema, lei mi spieghi, c’è un modo per togliere la TERNA da quella zona? Possiamo deviare il percorso dell’autostrada in modo che non impatti in quel luogo? Oppure i piloni ENEL che attraversano l’area, allora quale è il problema?

GP: ma perché proporre solo una cementificazione come proposta di sviluppo. Il cimitero è una proposta di sviluppo?

MA: Lasci stare il cimitero poi ci arriviamo, io sto parlando del compostaggio. Un progetto al quale credo anche dal punto di vista economico, sul quel progetto sono state dette molte volgarità e informazioni inesatte. Nelle vostre assemblee non ci sono stati degli esperti. Io vi invito a visitarli questi impianti, anche se quell’impianto alla fine non si farà, a me non piace la falsa informazione che è stata diffusa sulle malattie, sul cancro e quant’altro, non supportate da alcun dato tecnico. Sono vecchi problemi che abbiamo già sconfitto a Gallicano, il Radon le antenne etc. Tra l’altro c’è una delibera provinciale che finanzia quell’impianto e gli amministratori lo sapevano, anche quelli dei Comuni limitrofi

GP: Va bene allora il discorso biogas lei afferma che è abbandonato ora state cercando alternative, al Consiglio comunale ha parlato di compostaggio aerobico comprensoriale, che possa servire una serie di comuni fino ad arrivare a circa 110.000 persone, oggi a sorpresa parla anche di biometano staremo a vedere le suo proposte, la seguiamo con attenzione.
Parliamo però di quello per cui la sto intervistando, il modello di sviluppo, ha senso un cimitero così grande in un territorio che vuole sviluppare il suo turismo? 120.000 loculi sono tanti.

Un immagine del progetto del Cimitero Comprensoriale di 120.000 lucoli previsto sempre in località Passerano

Un immagine del progetto del Cimitero Comprensoriale di 120.000 lucoli previsto sempre in località Passerano

MA: Non sono 120.000 loculi, abbiamo autorizzato 35.000 loculi. Purtroppo tanti anni fa hanno diviso il nostro territorio con l’autostrada. Roma ha l’esigenza di realizzare un cimitero nell’ottica della città metropolitana, questo ovviamente è discutibile e ne parleremo, il problema è se far gestire il territorio a Roma oppure gestirlo noi come Comune in collaborazione con la cittadinanza. Roma è sempre andata in deroga a qualsiasi vincolo ambientale per realizzare l’autostrada, la TAV, la Terna e quant’altro. Noi il territorio lo vogliamo gestire in proprio. L’idea del Cimitero nasce da un esigenza, il cimitero comunale è ormai saturo,  l’esigenza locale è alla base della delibera del 30 di aprile. Certo quello è un primo step, ma siamo ancora molto lontani, è un procedimento lunghissimo. I 35.000 loculi che abbiamo autorizzato sono un esigenza del Comune di Gallicano proiettata nei prossimi 20 anni, magari ne serviranno di meno. La scelta di farlo comprensoriale è una scelta proposta dal promotore che l’ha fatta, il Comune di Gallicano non tira fuori una lira per questa operazione. Tanto se non lo facciamo noi lo faranno altri, per cui perché lasciare ad altri un occasione di sfruttare questo tipo di investimento?

GP: questa sarebbe la prima trance di lavori? Il progetto è stato modificato nel corso del tempo?

MA: il progetto è quello originale ma non pensate che sia operativo a breve, passerà molto tempo devono essere fatti i sondaggi siamo ancora solo alla fase esplorativa. Noi abbiamo autorizzato solo il primo step, quello necessario per la pubblica utilità, quella del Comune di Gallicano
il discorso è sempre lo stesso per fare le cose servono i soldi, i progetti sono sul tavolo parliamone, miglioriamoli, ma è inutile fare utopia

GP: Ma l’unica cosa vi viene in mente è costruire come progetto di sviluppo? Tra l’altro quell’area non è soggetta ad una vertenza con L’Università Agraria che rivendica gli usi civici su quella zona?

MA: L’università Agraria, mi dia retta, ha perso quella causa, in questa storia l’unico problema, sono i Beni Culturali. E’ stata fatta una conferenza dei servizi con la Provincia nella quale il MIBAC  ha espresso parere negativo all’opera. Riconosce in quell’area un alto valore agricolo anche se in realtà è solo una piccola parte di territorio rispetto all’autostrada, alla TERNA e alla TAV, noi abbiamo quindi fatto opposizione al PTPR 4 anni fa e stiamo aspettando gli esiti

GP: Per Concludere signor Sindaco Lei risponda ad una semplice domanda, non trova incompatibili i progetti da lei supportati ad uno sviluppo agroturistico, culturale, archeologico e turistico dei Monti Prenestini? Le ricordo che si sta anche cercando di creare una condotta Slow Food nella zona che tuteli i prodotti agroalimentari della zona.

MA: assolutamente no lo ha spiegato anche il Prof Gui all’inizio, per fare le cose servono anche i soldi e questi progetti sono pensati per creare risorse, a me interessano le famiglie il lavoro che continua a recedere. Vedo spesso famiglie in difficoltà ed è mio compito occuparmi di quelle

GP: ma il turismo non lo considera una risorsa, in tutto il mondo è considerato come tale

MA: le faccio un solo esempio, guardi il Museo di Palestrina mi dica Lei quanto turismo è in grado di generare. Anche Villa Adriana, Patrimonio UNESCO, è in crisi, ma di che parliamo, uno dei posti più conosciuti al mondo. Noi siamo entrati nel discorso dell’albergo diffuso, abbiamo il percorso degli acquedotti ma abbiamo bisogno di soldi per portare a termine queste iniziative

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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