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Ambiente

Gassificatori, rifiuti, biogas, inceneritori, biomasse, sarebbe ora di fare chiarezza!!!

Il Gruppo di Studio “Ambiente e Salute” di Manziana ha deciso di voler far luce su quello che è il mondo della falsa informazione che ruota intorno ai Gassificatori e agli impianti a Biogas per la produzione di Energia.
Per farlo hanno chiesto aiuto ad un esperto del settore, Il Professor Giovanni Tamino, docente di Biologia generale e dal 2001 di Fondamenti di Diritto ambientale al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova. Tamino, inoltre si è sempre occupato di problemi ambientali, di energie rinnovabili, di sostenibilità, di biotecnologie, di ricerca nell’ambito degli inquinanti ambientali, pubblicando libri e scrivendo numerosi articoli su riviste scientifiche, culturali e divulgative. Si sono inoltre avvalsi della consulenza di Giancarlo Ceci, esperto di energie alternative. Lo sopo del loro lavoro è anche quello di informare la popolazione sugli effetti negativi che questo tipo di impianti possono portare alla salute dei cittadini che abitano nelle loro vicinanze. Purtroppo il suffisso “BIO” che viene messo davanti al nome di queste tecnologie, tende a farle apparire come sostenibili, distraendo la popolazione dai loro effettivi pericoli.

 

di comitatibiogas Manziana

 

In un immaginaria intervista che mette a confronto le tesi sostenute dai produttori di questo tipo di impianti, abbiamo deciso di approfondire le conoscenze su questi strumenti produttori di energia definiti spesso “vantaggiosi” e “salubri”, evidenziando gli aspetti dannosi che il mondo scientifico libero da interessi affaristici ha messo in luce. Attraverso la conoscenza intendiamo favorire l’azione di “prevenzione primaria” in difesa del territorio e della salute, tutt’altro che tutelati da Amministratori inclini alle mistificazioni, assoggettati alle logiche del business del cemento e della monnezza.

 

Tesi sostenuta dal produttore:

è una tecnologia avanzata che sfrutta a fini energetici i rifiuti, abbattendo il costo economico per la collettività;

Risposta degli esperti:
il principio che stride è proprio quello di “sfruttare a fini energetici i rifiuti”. Da un punto di vista esclusivamente energetico e tecnologico – ammesso che ci sia bisogno di produrre altra energia, e non ce n’è bisogno perché abbiamo un parco centrali in grado di produrre il doppio di quanto ci serve– è un discorso che può funzionare solo per chi mira al profitto, non certo per una convenienza della collettività: da un punto di vista ecologico è un discorso inaccettabile. La combustione del syngas (gas di sintesi) e le ceneri residue che da qualche parte bisogna andare a buttare producono inquinamento e compromettono il ciclo di recupero e di rigenerazione della Materia. Il sistema Terra è un sistema chiuso dove l’energia arriva in quantità dal sole, ma la Materia è tutta lì. Quindi, la nostra priorità assoluta deve essere il mantenimento della Materia attraverso cicli di recupero e di rigenerazione.

Tesi sostenuta dal produttore:
trasforma il rifiuto in una risorsa per il territorio che li produce;

Risposta degli esperti:
di nuovo, se il rifiuto viene considerato una risorsa, il territorio che li produce avrà tutto l’interesse di produrne sempre di più, in barba a tutte le belle parole usate dalla “green economy” sui cosiddetti Rifiuti Zero e sul protocollo di Kyoto. Il rifiuto non può e non deve essere considerato una risorsa, ma un prodotto che la natura deve essere in grado di smaltire e trasformare, altrimenti non bisogna produrlo, soprattutto alla luce dei dati allarmanti che le organizzazioni mondiali stanno diffondendo sullo stato di salute ambientale dell’Italia e del pianeta e sugli effetti sempre più devastanti dei cambiamenti climatici, di cui in nostro paese è drammaticamente interessato e sempre di più lo sarà;

Tesi sostenuta dal produttore:
convertono biomasse solide e semi-solide in combustibile Syngas che può essere utilizzato per alimentare generatori, essiccatori, sistemi di riscaldamento e raffreddamento;

Risposta degli esperti:
impianto_biogas10001vero, il gassificatore è un impianto che a partire da vari materiali ricava combustibili gassosi utilizzati per la produzione di energia elettrica e lo fa sfruttando la dissociazione molecolare, definita pirolisi. In parole povere, i materiali immessi vengono convertiti direttamente in gas mediante applicazione di calore in presenza di ridotte quantità di ossigeno. Le molecole più semplici ottenute (monossido di carbonio, idrogeno e metano) formano un “gas di sintesi”, syngas, che a sua volta è formato da due componenti, un gas combustibile costituito in gran parte da metano e monossido di carbonio, il secondo, totalmente inutile per la combustione e dannoso per gli impianti, da anidride carbonica, ossidi d’azoto e nanoparticolato. L’impatto ambientale di un gassificatore aumenta con l’aumentare della percentuale di tar all’interno del syngas. Più la percentuale di tar è alta, più è disastroso l’impatto ambientale.
Il syngas combusto è ricchissimo di inquinanti quali ossidi d’azoto (ed in parte di zolfo) ed inquinanti organici e deve, quindi, essere sottoposto a trattamenti per l’abbattimento di queste sostanze, mediante reagenti quali ammoniaca, bicarbonato e forti getti d’acqua, dopodiché solitamente viene filtrato prima di poter essere immesso in atmosfera. Tutti questi trattamenti non possono però abbattere le quantità di nanoparticolato emesse, in quanto nessun sistema di filtraggio è ancora in grado di arrestare questo tipo di particelle.
Tesi sostenuta dal produttore:
tutto il gas e l’energia prodotta è “Carbon Neutral” ed è considerato “Verde” per l’ambiente;

Risposta degli esperti:
assolutamente NO, come abbiamo già spiegato;

Tesi sostenuta dal produttore:
certi sistemi di gassificazione producono non solo calore ma anche elettricità e freddo;

Risposta degli esperti:
i sistemi di co-trigenerazione possono essere studiati e prodotti per funzionare con qualsiasi fonte primaria di calore e quindi non sono assolutamente legati ai soli impianti di gassificazione. Si hanno impianti di cogenerazione/rigenerazione anche con sistemi termosalari;

Tesi sostenuta dal produttore:
è adattabile a qualsiasi metodo di raccolta e inseribile nei vari contesti: punto di raccolta, punto di trasferimento, in discarica;

Risposta degli esperti:
il fatto che sia adattabile non ne determina l’innocuità, come è stato già detto. Semmai è un “optional” che ne incentiva la produzione e la vendita, come nel caso di un’auto. Il problema è decidere a monte come vogliamo affrontare l’annunciato disastro ambientale e sanitario;
Tesi sostenuta dal produttore:
rispettano pienamente l’ambiente riducendo costi di trasporto e valorizzando il rifiuto CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) e CSS (Combustibili Solidi Secondari) che sfuggono spesso a un corretto smaltimento e lo trasformano in risorsa economica;

Risposta degli esperti:
il punto focale dei produttori di gassificatori torna a essere sempre la “risorsa economica”….Le Ecoballe (poco Eco) di CDR e CSS sono prodotte/assemblate negli impianti TMB (Trattamento meccanico Biologico) e più sono ricche di plastiche, gomme, e elementi secchi infiammabili, più il loro potere calorifico è alto. Si preoccupano di raggiungere la temperatura di processo (1000°-1200°) e non le emissioni conseguenziali. Occorre ricordare che i CSS sono stati “normati e legalizzati” per ottenere un prodotto termicamente valido da incenerire nelle centrali a carbone e nei cementifici. Con grave danno all’ambiente.
Tesi sostenuta dal produttore:
occupano poco spazio (2.500 mq per un impianto da 1MWe/ora);

Risposta degli esperti:
un impianto aerobico per la trasformazione del rifiuto organico in compost (questo sì che conviene alla collettività) occupa meno spazio. E comunque non è questo il punto. La domanda deve essere sempre: il gassificatore crea danni all’ambiente, ovvero alla Materia, e alla salute? La risposta non può arrivare da imprenditori o tecnici o politici cosiddetti “green”, ma da professionisti, medici, biologi portatori di una visione onesta, lungimirante, disinteressata e amorevole della vita nella Materia.

Tesi sostenuta dal produttore:
rispettano il protocollo di Kyoto. I test di emissioni più restrittivi lo attestano;

Risposta degli esperti:
tutti gli impianti contestati da un certo mondo scientifico-accademico e da molti comitati di cittadini rispettano i limiti previsti per le emissioni, altrimenti dovrebbero chiudere. Ma il trucco escogitato dal legislatore che si preoccupa di tutelare i “poteri forti”, non i cittadini, sta nel misurare la quantità di sostanze inquinanti per metro cubo. Se invece dovessimo misurare, come si dovrebbe, il totale dei fumi emessi in un anno per le concentrazioni degli inquinanti nei fumi, il risultato sarebbe ben un altro. Ecco dov’è l’imbroglio. Tra l’altro, negli ultimi anni è già accaduto di veder spostati verso l’alto i parametri massimi di alcuni inquinanti che in molti casi erano stati superati.

Tesi sostenuta dal produttore:
accolgono una vasta gamma di biomassa e di rifiuti:

Risposta degli esperti:
Vero, ma guardiamo cosa.
MEDICALE: farmaci – laboratori di animali – scarti – solventi – fanghi
RSU:differenziati – non differenziati – pneumatici
PCB: liquidi fanghi
MATERIE PLASTICHE: tappeti – teli – imballaggi – rottami da produzione
ALTRO: patologia rifiuti – rifiuti industriali – medicinali scaduti – residui organici di processo – rifiuti di solventi – sostanze chimiche di laboratorio – rifiuti di contaminazione radioattivi – rifiuti solidi urbani – fanghi industriali – prodotti in legno – prodotti agricoli – scarti di piante per la produzione di etanolo.
Questo cosa ci dice? Che i gassificatori sono impianti “onnivori” perché possono accogliere sia rifiuti urbani sia rifiuti industriali e pericolosi! Ma soprattutto dimostrano che non c’è nessuna volontà politica o etica di intervenire con sapienza e senso di responsabilità sulla filiera del ciclo di gestione dei rifiuti.

Tesi sostenuta dal produttore:
Non hanno mai subìto denunce e/o sanzioni per inquinamento;

Risposta degli esperti:
Gli impianti (trattamento rifiuti-industriali) attualmente in funzione in Italia sono pochi. Il futuro dirà di più e lo dirà in funzione del grado di consapevolezza civica che i tutori della salute pubblica e dell’ambiente avranno sviluppato. Comunque, come afferma anche il Prof. Gianni Tamino “sono impianti poco utilizzati e praticamente ancora sperimentali, con notevoli difficoltà di funzionamento”.
Tesi sostenuta dal produttore:
e la materia prima utilizzata è biomassa o un combustibile “Carbon Neutral”, certi sistemi di gassificazione possono distruggerli e contemporaneamente trasformarli in energia rinnovabile;

Risposta degli esperti:
NO! In Natura “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Non favorire il processo di recupero e di rigenerazione della Materia perché si è trasformato il rifiuto tossico in cenere tossica e immettendo in atmosfera il nanoparticolato derivante dalla combustione, non significa aver distrutto alcunché, ma averlo trasformato dissociandolo in nanoparticelle tre volte più tossiche.

La logica dei gassificatori è inaccettabile, sia perché funziona male, sia perché spreca materiali riutilizzabili.»

Gli impianti di gassificatori non sono una soluzione sostenibile, ecologica, e non possono essere presi in considerazione quando si voglia tutelare salute e ambiente. Le alternative ci sono, e partono come prima cosa dal rovesciamento della nostra attuale visione di sfruttamento delle risorse del pianeta e dei suoi territori e dal nostro radicale cambiamento di coscienza. Gli argomenti del futuro dovranno essere: riduzione dei rifiuti (non produrre ciò che non è riciclabile), ridurre confezioni e imballaggi, Incentivare la distribuzione di prodotti self service con contenitori portati da casa, rafforzamento e consolidamento della raccolta differenziata e della filiera del riciclo e del riuso;
installazione di impianti aerobici per lo smaltimento e la trasformazione in compost di qualità della FORSU e degli sfalci vegetali (Biotunnel…); il compost ottenuto potrà essere venduto e/o distribuito ai cittadini del Comune interessato; istituzione di laboratori per il riciclo e il riuso

chi vuole approfondire e leggere il documento integrale può scaricarlo da questo link

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