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Ambiente

Salvare il Pianeta non è un gioco, ma lo è diventato

Giocando abbiamo imparato a camminare, a mangiare a sorridere o semplicemente a stare in piedi. Tutti i problemi che abbiamo dovuto affrontare, li abbiamo spesso risolti nella maniera più naturale e istintiva che ci venisse in mente. Tramite il Gioco. Massimiliano Desideri, ideatore di Ecogame Naturae, Board Game, o gioco da tavolo, come preferite chiamarlo si è posto un problema, quello di creare un modo familiare di approccio alle tematiche ambientali. 

Come Salvare gli ecosistemi esistenti sul nostro Pianeta? Semplice, attraverso il gioco. I giocatori seduti intorno al tavolo possono essere da 2 a 6 e si scambieranno collaborazioni e risorse per raggiungere uno scopo. Al contrario di altri giochi di strategia, come il vecchio Risiko, qui i giocatori sono accomunati da una sola causa da portare a termine, un solo obbiettivo da raggiungere e potranno darsi una mano l’un l’altro per riuscire a compiere l’impresa. Dovranno riuscire a portare a termine almeno 27 dei 30 obbiettivi che richiede il gioco per poter dire di essere riusciti a far qualcosa per il pianeta. Se questo non accade, tutto è rimandato alla prossima partita.
1378319_190980067753430_647051373_nInteressante aspetto del gioco è la sua interconnessione tra il mondo cartaceo e quello virtuale. Il tavolo su cui si gioca è connesso al web tramite forum dedicati e l’inserimento di MobTag, ovvero un particolare codice a barre bidimensionale che permette di trasmettere un link attraverso un cellulare. I mobtag possono inoltre includere dei testi (citazioni o istruzioni per l’uso) da utilizzare in condizioni off-line. Questa sua naturale estensione dall’analogico/cartaceo al digitale, ne fa una delle sue prerogative più affascinanti anche perché si possono creare tornei a distanza e cercare aiuto in comunità lontane, accomunate dal solo obbiettivo della partita.
Il gioco, recentemente presentato al Festival della Sostenibilità a Milano oltre che al Romics 2013, nello scorso ottobre, ha registrato un grande interesse e da un test effettuato su un campione di persone tra i 20 e i 35 anni, censite tra un pubblico di giocatori non abituali, risulta che ha suscitato un vivo interesse che ha stimolato i partecipanti a contribuire con vari suggerimenti.

La prima versione di gioco verrà prodotta entro fine novembre a tiratura limitata e personalizzata per i soli promotori. Il prezzo del gioco, ancora da stabilire, è sicuramente basso per la categoria e con consegna direttamente a casa vostra. Per prenotare una copia del gioco cliccare qui

 

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

Discussione

Un pensiero su “Salvare il Pianeta non è un gioco, ma lo è diventato

  1. Un gioco collaborativo magari non è male: in genere riesce a mettere d’accordo intere famiglie. Ne ho provati alcuni, e tutto sommato mi divertono abbastanza. Già meglio dei board game di guerra, poco ma sicuro….

    Pubblicato da fausto | 3 novembre 2013, 21:21

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