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Ambiente, Salute

Ecomafie Attive nel Lazio Come in Campania

Un super poliziotto racconta a Chiara Cerqueti di Sky Tg 24 come, dalle sue lunghe indagini, le cosche dei Casalesi siano state e sono ancora molto attive sui nostri territori. Dalla Provincia di Latina a quella di Frosinone sono molti i siti individuati fin dal lontano 1996 utilizzati per lo sverzamento di rifiuti tossici grazie anche alla complicità di personaggi di spicco della vita finanziaria di questo paese. Le indagini condotte da Roberto mancini, Sostituto Commissario della Polizia di Stato, gli sono costate molto nella vita. Si è ammalato di linfoma di Odchkin a causa della lunga esposizione a siti altamente inquinati e sta tuttora lottando contro questa malattia.

di Claudio Auriemma

mancini

Il Sostituto Commissario della Polizia di Stato Roberto Mancini ph. Sky tg 24

Roberto Mancini nella criminalpol sin dai lontani anni 90, ha da sempre dato la caccia ai faccendieri dei rifiuti. Ha seguito la strada che porta ad uno dei traffici illeciti più redditizi per la Camorra ed in particolare per quella di Casal di Principe. Lo smaltimento dei rifiuti delle aziende del Nord che trovavano convenienti le tariffe di smaltimento proposte dai clan, erano e sono un business enorme per il “Sistema”.

Le cosche per garantirsi protezione dalle indagini e oltretutto protezione giudiziaria, hanno anche tessuto rapporti con la massoneria deviata. Sono ormai accertati i rapporti tra Licio Gelli e Gaetano Cerci, nipote del più famoso Francesco Bidognetti, figura di spicco nel traffico di rifiuti per conto dei Casalesi. Mancini consegna nel lontano 1996 un’ informativa alla DDA di Napoli, rimasta nei cassetti fino al 2011, in occasione del processo per disastro ambientale in Campania contro Bidognetti e Chianese. In questa informativa si evidenzia lo stretto rapporto che esisteva tra i il Boss e  l’Avvocato Cipriano Chianese. L’avvocato fu considerato l’anello di congiunzione tra il mondo finanziario e le cosche. Una sorta di Broker dei rifiuti attivo in Campania come nel Lazio. I suoi rapporti con aziende ancora operanti sul territorio, fanno supporre che, oggi, come in passato, il clan faccia buoni affari anche nel Lazio. Il Broker infatti risulta molto attivo a Cassino oltre che in Provincia di latina.

In un tour in elicottero compiuto dallo stesso Roberto Mancini, in compagnia di Carmine Schiavone, il boss indicò più di un sito nella nostra regione che fu destinato ad accogliere rifiuti pericolosi smaltiti illegalmente. La segnalazione portò a dei carotaggi che risultarono inutili, forse per superficialità degli esami, da come spiega il sostituto Commissario. In questi siti Schiavone indicò anche il luogo dove confluirono i fanghi tossici dell’Acna di Cengio, una azienda chimica Italiana attiva dal 1929 al 1999, ormai alle cronache per il forte inquinamento dei terreni che causò. Dopo la dismissione degli stabilimenti fu sottoposta a bonifica, ma pare che la bonifica non sia avvenuta completamente nella legalità.

video

Il video dell’intervista di Roberto Mancini rilasciato a Sky TG 24

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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