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Ambiente, Salute

Come Vanno le Cose secondo la ASL

La Asl RM G, in un documento redatto nel 2010, ma aggiornato nell’ottobre del 2012, fa un analisi dello stato di salute del territorio di Gallicano nel Lazio e delle arre limitrofe. E’ interessante leggerne i risultati.

Di Mario Galli

asl rm gOggi ho voluto leggere l’atlante demografico e sanitario della ASL Rm G. Si trova a pagina 7 del documento che trovate a questo link. Si tratta di un documento del 2010, ma viene pubblicato nell’ottobre 2012 in forma aggiornata.

TASSO DI IMPRENDITORIALITÀ’

Gallicano non rientra nel sistema produttivo multiforme. Cos’è? “Il CENSIS ha individuato i “sistemi produttivi multiformi” come poli di attività costituitisi spontaneamente intorno ad una pluralità di specializzazioni (industria manifatturiera, artigianato industriale, commercio all’ingrosso, trasporti e logistica, alta tecnologia)”. Nel distretto che ci riguarda (il G5) vi rientrano Palestrina, Zagarolo, San Cesareo, ma non gli altri, compreso Gallicano.

REDDITO MEDIO PRO CAPITE

Il reddito medio pro capite di tutto il distretto G5 è tra i più bassi di tutto il territorio dell’ASL. E non fanno sconti i grandi poli di Zagarolo e Palestrina. La fascia di reddito più elevato comprende i distretti di Tivoli, Guidonia e Monterotondo. 

DISOCCUPAZIONE E DISAGIO SOCIO ECONOMICO

Questi indicatori ricalcano esattamente le condizioni del reddito medio pro capite. Il distretto di Palestrina presenta il maggior disagio.

DEPRIVAZIONE SOCIO SANITARIA

La deprivazione è la privazione o insufficienza di elementi o condizioni essenziali al compiuto sviluppo e alla soddisfazione delle necessità dell’individuo. Tutto il territorio della ASL Rm G non fa sconti. Sommando i fattori socio-economici a quelli sanitari (relativi alla mortalità) ne scaturisce una mappa della deprivazione socio-sanitaria che vede tutto il territorio della ASL collocarsi nell’area di maggiore sofferenza.

STATO DI SALUTE

La chiosa finale del rapporto indica una zona ad “anello” intorno a Roma in grave deficit sanitario che dura da decenni. Come dice il rapporto, questa è una considerazione che dovrebbe far riflettere sulla programmazione delle risorse da destinare ai vari territori in una logica di equità.

Eppure, e qui concludo io, da molti anni si parla della provincia di Roma come pattumiera della capitale. Vari progetti (dagli inceneritori, agli impianti a biogas) stanno per minare la precaria condizione sanitaria della campagna romana. Ripeto, non sono di quelli che dicono “no” a tutti i costi. Certo, in qualche modo si dovrà pur ovviare allo smaltimento dei rifiuti, ma la soluzione di “bruciare” i rifiuti dovrebbe rappresentare solo l’ultima, disperata opzione. Riciclo, riuso, VERO compostaggio (senza produzione di biogas), possono essere delle soluzioni sulle quale discutere, confrontarsi. Ma purtroppo, in barba alle leggi che impongono ai sindaci di essere responsabili dello stato sanitario del loro comune, molti “yes-man” popolano gli scranni dei consigli comunali, indistintamente dal loro colore politico. Verrebbe da citare Gottfried Wilhelm von Leibniz, ma lascio al lettore scegliere la citazione più adeguata del grande filosofo tedesco.

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