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Ambiente

Balocchi e Veleni

Con cosa giocano i nostri figli? Come sono fatti i loro giochi? In ogni cameretta dove vive un bambino, c’è una bella cesta piena di coloratissimi giocattoli in plastica. In compagnia di questi i nostri figli passano buona parte della giornata, li maneggiano, li rompono, se li mettono in bocca. 
Ci siamo mai chiesti che standard qualitativi hanno? Sono strumenti sicuri con i quali i bimbi si possono divertire senza correre rischi per la propria salute?

 

Ce lo spiega Emilio Casalini, giornalista del settimanale di approfondimento Report diretto da Milena Gabbanelli e presto nuovamente in onda su Rai 3. In 14 minuti ci fa un quadro molto chiaro di come i rifiuti tossici partono dall’Italia, arrivano in Cina, dove vengono lavorati e infine tornano in Italia sotto forma di coloratissimi giocattoli.
Emilio Casalini, ha vinto, con questo documentario dal titolo Spazzatour, il XVIII premio di giornalismo televisivo Ilaria Alpi come miglior reportage breve. Il premio Nato nel 1995, rappresenta uno dei più importanti momenti di riflessione e dibattito sul giornalismo d’inchiesta televisivo e si è svolto a Riccione tra il 6 e l’8 settembre.

Nelle Strade di Pechino. i cestini dei rifiuti sono divisi tra riciclabile e non. Quelli del riciclabile sono vuoti, perché ogni 5 minuti qualcuno ci guarda dentro, e quel che c’è se lo porta via. I turisti sono spesso attesi davanti ai contenitori da uomini e donne pronti ad intercettare le bottigliette vuote. Chi riesce ad intercettare i rifiuti li porta nelle antiche stradine popolari della città dove vengono venduti ad altri privati, che poi li portano verso i grandi centri di raccolta. Plastica, carta, cartone, legno, ferro, alluminio, polistirolo iniziano così il loro viaggio verso i centri di riciclo senza nessun costo per lo Stato e di conseguenza è un traffico tollerato dalle autorità. Bisogna però capire meglio che fine fa quel riciclo e cosa ci finisce dentro.

Uno dei grandi esportatori di rifiuti verso la Cina è proprio l’Italia, ma a parte l’esportazione legale c’è un enorme sottobosco di esportazioni clandestine. Sequestri da parte delle forze dell’ordine sono stati effettuati nei porti di Napoli, come di La Spezia. A Taranto in un solo anno sono stati sequestrati 60 container per 1400 tonnellate di rifiuti. E così nei porti italiani passa di tutto: contenitori di veleni, guaine, lana di vetro e molti teli da agricoltura. Quelli utilizzati per le serre, fatti di polietilene impregnato di fitofarmaci, pesticidi e fertilizzanti chimici e che dovrebbero essere smaltiti in impianti speciali. Vengono comprati da intermediari che modificano i codici del rifiuto e lo trasformano su carta da speciale a materia da riciclare e poi lo spediscono: destinazione Cina.
Possono finire, nelle aziende clandestine dell’entroterra cinese che producono plastica, addirittura scarti ospedalieri che non dovrebbero mai finire lì.
La Cina avrebbe, in teoria, ottime leggi che regolano le importazioni di rifiuti, necessari per l’economia di un paese che ha bisogno di molte materie prime per soddisfare la grande necessità produttiva, ma la corruzione è alta e sono molte falle nei controlli.

La plastica prodotta in questo modo ha costi molto più bassi e di conseguenza è possibile abbassare di molto i prezzi del prodotto finale. Un imprenditore delle settore plastico in Cina confida però ad Emilio Casalini che :”Quando si fonde il prodotto, poi è difficile sapere cosa c’era in origine. Si mescola tutto, quindi nessuno può saperlo. Se è di cattiva qualità viene venduto a poco e serve per i prodotti a basso costo. Ricordatevelo in Italia quando comprate oggetti che costano poco.”

In tempi di crisi come questi, le famiglie italiane sono costrette a cercare di risparmiare anche sui costi dei giocattoli, che i bambini desiderano anche perché stimolati dalla comunicazione televisiva e dalle frequentazioni scolastiche. Di conseguenza è facile che un genitore scelga un giocattolo dal costo più basso per accontentare il bambino e non dilapidare lo stipendio.

Qual’è la soluzione? Come al solito, comprare di meno e comprare meglio. Risparmieremo rifiuti al pianeta e ci guadagneremo anche un po’ in salute.

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Informazioni su Claudio Auriemma

Uno di quelli che ancora, nonostante tutto, ci stanno provando. Del resto il mondo lo hanno fatto quelli che ci hanno provato.

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